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Zone rosse e tutor davanti a scuola: risposta delle istituzioni al grido d’aiuto sulla sicurezza

Zone rosse e tutor davanti a scuola: risposta delle istituzioni al grido d’aiuto sulla sicurezza
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Zone rosse e tutor davanti a scuola: risposta delle istituzioni al grido d’aiuto sulla sicurezza

Poco meno di 200 persone hanno sfilato per le vie del centro e raggiunto comune e prefettura. Soddisfatti gli organizzatori: 'Non è una battaglia politica ma di tutti’


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Obiettivo raggiunto per i cittadini organizzatori del corteo per la sicurezza a Modena. E’ avvenuta infatti nel pomeriggio la consegna a sindaco e prefetto di un documento con 5 richieste per garantire maggiore sicurezza, per un controllo migliore del territorio. 'In quel ragazzo piegato a terra e massacrato da calci e pugni ognuno di noi deve vedere il proprio figlio. Bisogna reagire a questa violenza. Non possiamo accettare di avere paura a circolare in città. E avere parchi che non possono essere frequentati, anche di giorno, da persone comuni. Non possiamo più accettarlo. Chiediamo alle istituzioni e ai partiti che hanno poteri in materia di agire' - afferma Antonella Bernardo una delle organizzatrici del corteo per la sicurezza parlando al sindaco e riferendosi al video pubblicato ieri da La Pressa e che dava conto della aggressione di giovedì in stazione messa in campo da una quindicina di stranieri ai danni di un 15enne.

Partenza alle 15 dal parco Novi Sad con poco più di un centinaio di persone, alle quali se ne sono aggiunte alcune decine nel percorso che ha portato, percorrendo via Emilia centro, alla prima delle due tappe istituzionali, quella in Comune.
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Tra i partecipanti ci sono anche il Presidente del Consiglio Comunale e consigliere PD Antonio Carpentieri, il consigliere regionale Vincenzo Paldino è il consigliere di Modena civica Katia Parisi.
La delegazione sale lo scalone di Piazza Grande e consegna nelle mani del sindaco (assente l'Assessore Camporota), la lettera con le cinque proposte e riceve da lui una delle prime risposte all'allarme legato alle aggressioni di giovani e studenti, soprattutto nell'area dell'autostazione.
'Abbiamo visto che gli street tutor in via sperimentale funzionano molto bene nell'area di via Gallucci, e nelle aree della Movida. L'ipotesi è di estenderli anche davanti alle scuole come deterrente a episodi gravi'- ha affermato il sindaco Massimo Mezzetti che si è voluto soffermare sulla particolarità di reati, come le aggressioni, nei confronti delle quali è difficile individuare gli strumenti giusti. 'Contro rapinatori o spacciatori gli strumenti ci sono. È più difficile verso aggressioni come quella al ragazzo. Si tratta di reati che coinvolgono la sfera culturale e sociale. Quando queste persone non solo non si fermano davanti ai reati ma li autoesaltano come motivo di orgoglio, allora significa che c'è qualcosa che non va a livello di valori di riferimento e di famiglia' - ha detto il sindaco -.
'In un contesto in cui la repressione dei reati penali di violenza è comunque principalmente di competenza delle forze dello Stato, come Comune possiamo mettere in campo altri strumenti, come appunto il controllo di vicinato e gli street tutor nell'area delle scuole. Siamo inoltre pensando anche alla collaborazione con la vigilanza privata. Non possiamo pensare di avere delle forze dell'ordine in ogni singolo tratto di strada queste soluzioni potrebbero pensare a utilizzare le forze dell'ordine per altre funzioni di ordine pubblico'

Il sindaco conferma anche l'ipotesi di utilizzare chat per questo ambito alla stregua di quanto succede già per il controllo di vicinato.

Il corteo sfila per le vie del centro, davanti uno striscione con una scritta molto semplice ma significativa: ‘Modena per la sicurezza’. Il centro è affollato, alcuni ne hanno sentito parlare altri no e si stupiscono del passaggio.
Il corteo, dopo l'incontro con il il sindaco, prosegue verso la Prefettura. A ricevere i cittadini e i loro delegati ci sarà il Prefetto vicario, in assenza del prefetto. I giornalisti, in questo caso, sono tenuti fuori dal palazzo. I delegati si trattengono una ventina di minuti e si confrontano su alcuni ipotesi di intervento.
Tra queste, riferisce Antonella Bernardo al termine dell'incontro, vi è l'istituzione di una zona rossa per il parco Novi Sad. Ipotesi circolata nei giorni scorsi sulla quale i delegati hanno chiesto conferma alla prefettura. Una soluzione che da subito fa mugugnare diversi in corteo che vorrebbero che un parco, pericoloso per la presenza di spacciatori e degrado, fosse reso accessibile a tutti con condizioni di sicurezza e non attraverso la sua chiusura. Punto tra l'altro presente nelle richieste del documento consegnato. Una posizione espressa anche da un altro cartello che sfila nel corteo e che recita: ‘N⁷o zona rossa’. Perplessità rispetto alle istituzioni di una zona rossa anche da parte del sindacato Siulp presente al corteo con il proprio segretario provinciale, Roberto Butelli. 'Più che circondare le aree come questa' - afferma riferendosi al Novi Sad in cui parte il corteo - un deterrente sarebbe aumentare la frequentazione del parco. Chiudere un area non fa differenza per chi delinque che semplicemente si sposta in un'altra' - sottolinea Butelli.

Sia al prefetto sia al sindaco è stato ribadito il connotato non politico del corteo, elemento al centro del dibattito durante la settimana, e che secondo gli organizzatori avrebbe fatto perdere anche appeal al corteo stesso. 'Non c'è nessuna colpa e non mi devo vergognare di essere di sinistra lo ribadisco - afferma Antonella Bernardo - e nulla ha a che fare con lo scendere in piazza per la sicurezza. Noi ci rivolgiamo a tutti i partiti, a tutte le forze politiche perché il problema che poniamo è un problema comune a tutti e spetta loro fornire gli strumenti e le azioni per risolverlo’.
Nel corteo in tanti approfittano della nostra presenza per ribadire questo punto e per mostrare il loro disappunto rispetto a chi - dicono - ha voluto per forza dare un connotato politico alla manifestazione per sminuirla e ottenere come risultato una scarsa partecipazione.
Gianni Galeotti
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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