Partenza alle 15 dal parco Novi Sad con poco più di un centinaio di persone, alle quali se ne sono aggiunte alcune decine nel percorso che ha portato, percorrendo via Emilia centro, alla prima delle due tappe istituzionali, quella in Comune. Tra i partecipanti ci sono anche il Presidente del Consiglio Comunale e consigliere PD Antonio Carpentieri, il consigliere regionale Vincenzo Paldino è il consigliere di Modena civica Katia Parisi.
La delegazione sale lo scalone di Piazza Grande e consegna nelle mani del sindaco (assente l'Assessore Camporota), la lettera con le cinque proposte e riceve da lui una delle prime risposte all'allarme legato alle aggressioni di giovani e studenti, soprattutto nell'area dell'autostazione.
'Abbiamo visto che gli street tutor in via sperimentale funzionano molto bene nell'area di via Gallucci, e nelle aree della Movida. L'ipotesi è di estenderli anche davanti alle scuole come deterrente a episodi gravi'- ha affermato il sindaco Massimo Mezzetti che si è voluto soffermare sulla particolarità di reati, come le aggressioni, nei confronti delle quali è difficile individuare gli strumenti giusti. 'Contro rapinatori o spacciatori gli strumenti ci sono. È più difficile verso aggressioni come quella al ragazzo. Si tratta di reati che coinvolgono la sfera culturale e sociale. Quando queste persone non solo non si fermano davanti ai reati ma li autoesaltano come motivo di orgoglio, allora significa che c'è qualcosa che non va a livello di valori di riferimento e di famiglia' - ha detto il sindaco -.
Il sindaco conferma anche l'ipotesi di utilizzare chat per questo ambito alla stregua di quanto succede già per il controllo di vicinato.
Il corteo sfila per le vie del centro, davanti uno striscione con una scritta molto semplice ma significativa: ‘Modena per la sicurezza’. Il centro è affollato, alcuni ne hanno sentito parlare altri no e si stupiscono del passaggio.
Il corteo, dopo l'incontro con il il sindaco, prosegue verso la Prefettura. A ricevere i cittadini e i loro delegati ci sarà il Prefetto vicario, in assenza del prefetto. I giornalisti, in questo caso, sono tenuti fuori dal palazzo. I delegati si trattengono una ventina di minuti e si confrontano su alcuni ipotesi di intervento.
Sia al prefetto sia al sindaco è stato ribadito il connotato non politico del corteo, elemento al centro del dibattito durante la settimana, e che secondo gli organizzatori avrebbe fatto perdere anche appeal al corteo stesso. 'Non c'è nessuna colpa e non mi devo vergognare di essere di sinistra lo ribadisco - afferma Antonella Bernardo - e nulla ha a che fare con lo scendere in piazza per la sicurezza. Noi ci rivolgiamo a tutti i partiti, a tutte le forze politiche perché il problema che poniamo è un problema comune a tutti e spetta loro fornire gli strumenti e le azioni per risolverlo’.
Nel corteo in tanti approfittano della nostra presenza per ribadire questo punto e per mostrare il loro disappunto rispetto a chi - dicono - ha voluto per forza dare un connotato politico alla manifestazione per sminuirla e ottenere come risultato una scarsa partecipazione.
Gianni Galeotti


