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Attentato Modena, difese divise tra disturbo psichico e matrice terroristica jihadista

Attentato Modena, difese divise tra disturbo psichico e matrice terroristica jihadista
Attentato Modena, difese divise tra disturbo psichico e matrice terroristica jihadista

Per il legale dell'attentatore Gianelli la capacità di intendere e di volere sarebbe parziale condizionata da un disturbo psichico, il legale del fratello della vittima, De Cicco sostiene la matrice terroristica e jihadista dell'attentato

Per il legale dell'attentatore Gianelli la capacità di intendere e di volere sarebbe parziale condizionata da un disturbo psichico, il legale del fratello della vittima, De Cicco sostiene la matrice terroristica e jihadista dell'attentato


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Il 16 maggio, giorno dell'attentato, Salim El Koudri era capace di intendere e di volere. È la conclusione del collegio peritale, esposta e discussa questa mattina in tribunale a Modena davanti al giudice per le indagini preliminari, nell'udienza dedicata alla perizia psichiatrica su Salim El Koudri, indagato per l'attentato del 16 maggio. Un esito che, però, non mette d'accordo i legali delle parti, che ne traggono letture divergenti e che nei loro commenti raccolti fuori dal tribunale indicano di fatto la linea processuale.

Il gip non ha espresso alcuna valutazione: si è limitato ad ascoltare il confronto tra i consulenti tecnici, che hanno confermato le rispettive tesi. Le osservazioni dei consulenti di parte, spiegano i legali, tornano ora alla Procura, che, tenendo conto della perizia e delle consulenze di parte, deciderà tempi e modi della richiesta di rinvio a giudizio.

Fausto Gianelli (legale El Koudri): 'Un disturbo c'è, la capacità può essere parziale'

L'avvocato Fausto Gianelli, difensore di El Koudri, non rinuncia alla linea del disturbo psichiatrico. 'Il disturbo esiste, certamente, ma secondo i periti non era gravissimo e non avrebbe un rapporto causale diretto con i fatti: nel momento in cui guidava a folle velocità nel centro di Modena, si rendeva conto di ciò che stava facendo.
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Il nostro consulente sostiene invece che il disturbo sia importante e comprometta la capacità di intendere e di volere'.

Il legale ha precisato: 'La capacità di intendere e di volere non è un sì o un no, può essere anche parziale. La nostra tesi, lo dico sinceramente, è che ci sia una parziale compromissione: lui era parzialmente capace e si rendeva conto, ma in quel momento è entrata anche una follia, la stessa che lo portava a registrare video deliranti e che lo ha fatto spingere l'acceleratore al massimo'. Sul possibile raptus, Gianelli ricorda che l'indagato avrebbe guidato regolarmente fino a Modena, rispettando i limiti, per poi essere preda, di un'improvvisa spinta patologica all'ingresso della città.

Quanto alle condizioni dell'assistito, che oggi ha visto per la prima volta alcune delle vittime presenti in aula, l'avvocato riferisce che la polizia penitenziaria lo descrive come molto tranquillo: 'È giustamente sedato, segue una terapia farmacologica importante, più pesante di quella leggera che gli era stata data al Csm nel 2023-24. Oggi non ha scatti d'ira, è quasi catatonico.
Non so se abbia voluto guardare le persone negli occhi, ma è consapevole della gravità e sa che affronta un processo in cui la pena sarà l'ergastolo'

Gianelli si è soffermato anche sull'aggravante, solo ipotizzata, di terrorismo, non contestata dalla Procura: 'Se non l'ha contestata vuol dire che secondo la Procura non c'è. Il movente è un altro, un delirio più o meno compensato, parziale. Credo che la Procura stia indagando con grande precisione e che abbia le carte in mano per non contestare aggravanti richieste a furor di popolo'.

Debora De Cicco (legale fratello vittima Monica Esposito): 'Perizia eccellente, ma il movente è il terrorismo jihadista'

Di segno opposto la posizione dell'avvocato Debora De Cicco, che assiste il fratello di Monica Esposito, la vittima deceduta. La legale esprime 'il massimo apprezzamento' per il collegio peritale: 'Ci aspettavamo questo risultato e ne siamo in totale adesione. Va ribadito che la piena capacità di intendere e di volere è conseguenza dell'assenza di qualsivoglia infermità psichica: correggiamo la narrazione degli ultimi tempi, non c'è alcun disturbo mentale alla base del gesto'.

Attraverso il proprio consulente, il dottor Alberto Caputo di Milano, la parte civile ha però avanzato osservazioni critiche sulla premessa della perizia.
'Riteniamo sia parziale e non consideri quella che per noi è la spinta motivazionale dell'indagato: ricondurla esclusivamente a una reazione frustrazionale, di isolamento sociale, non corrisponde alla realtà dei fatti., ha sostenuto De Cicco. «Fin dall'inizio abbiamo detto che le motivazioni vanno cercate nel materiale informatico già agli atti: le ricerche web svolte dall'indagato sono allarmanti e sono il substrato su cui si è mosso. Sono il fulcro su cui deve ruotare questo processo».

La legale ha ribadito di non voler sminuire il lavoro dei periti, citando i colloqui condotti dal dottor Sartori e dalla dottoressa Purghieri e il «rigore metodologico» dell'elaborato, ma di respingere la lettura relazionale e frustrazionale. Ci assumiamo la responsabilità di dirlo: per noi il movente è unicamente il terrorismo jihadista, rispetto al quale la fragilità dell'indagato è stata al più una componente predisponente, come accade spesso nei terroristi'.

La parte civile si prepara dunque a una battaglia sul punto: ha nominato come consulente il dottor Bergoglio, esperto di sicurezza e di terrorismo jihadista. 'Il nostro obiettivo è solo l'accertamento della verità. Confido che la Procura di Modena abbia il coraggio e il senso di responsabilità di andare oltre le apparenze. Siamo pronti, se necessario, a contestare l'aggravante e a chiedere la trasmissione degli atti alla Procura distrettuale di Bologna'.

La parola passa ora alla Procura, chiamata a decidere sul rinvio a giudizio tenendo conto della perizia discussa oggi durante un'udienza nella quale emersa la valenza che potrebbero avere anche i video mostrati della trasmissione fuori dal coro registrati da El Koudry nei giorni antecedenti a quello dell'attentato del 16 maggio già analizzati dai consulenti nominati dalla procura oltre che di parte civile.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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