I periti hanno escluso che il disturbo schizoide di personalità, per il quale il trentunenne di origini marocchine era stato in cura fino al 2024, abbia inficiato la sua lucidità o la consapevolezza delle proprie azioni. Viene così formalmente respinta la tesi del vizio di mente, sia totale che parziale, blindando l'impianto accusatorio coordinato dalla sezione antiterrorismo della Procura. Per El Koudri non ci sarà alcun ricovero L'iter giudiziario proseguirà dritto verso il rinvio a giudizio sul quale si esprimerà nelle prossime settimane la procura che allo stato attuale Non ha formalizzato alcuna aggravante legata all'ipotesi di terrorismo. Ipotesi che sulla base anche dei rilievi emersi dalle indagini giornalistiche dai video già oggetto delle analisi dei periti, potrebbe essere integrata nel corso del procedimento.
Il quadro penale per il giovane residente a Ravarino si è pesantemente aggravato negli ultimi mesi. Una delle otto persone falciate in via Emilia Centro, la cinquantacinquenne Monica Esposito, è deceduta in ospedale dopo una lunga agonia a causa dei traumi riportati. Con la morte della donna, il capo d'imputazione si trasforma in strage e omicidio, reati che espongono l'imputato alla pena dell'ergastolo davanti alla Corte d'Assise.
La mattina dello scorso 16 maggio, El Koudri aveva imboccato ad alta velocità la zona pedonale del centro storico a bordo di una Citroën C3, salendo deliberatamente sul marciapiede per colpire i passanti. Dopo lo schianto del mezzo contro una vetrina, era sceso armato di coltello ferendo alla testa un soccorritore, prima di essere immobilizzato con la forza da alcuni cittadini in via Rua Pioppa fino all'arrivo della Polizia. Con la conferma della piena imputabilità, la Procura si appresta ora a chiudere le indagini preliminari per chiedere il processo.
Nella foto Salim El Koudri in uno dei video pubblicati dalla trasmissione televisiva fuori dal coro e relative all'indagato nei giorni antecedenti all'attentato del 16 maggio



