La testimonianza di cui ha dato conto 'Fuori dal coro', naturalmente, va verificata, ma è singolare che la prima reazione politica da parte del senatore modenese di Fdi Barcaiuolo, sia stata quella di attaccare il sindaco invece di pretendere che quella verifica venga fatta fino in fondo.
Perché il dato sarebbe dirimente: se i servizi segreti sapevano chi era El Koudri, significa che lo Stato aveva avuto la possibilità di conoscerne almeno una parte della pericolosità. E a quel punto diventa inevitabile chiedersi se la strage di Modena potesse essere evitata.
È questa la domanda che Mezzetti fa bene a porre: se esisteva un'attività informativa su El Koudri, bisogna capire quali informazioni sono state raccolte, quali valutazioni sono state fatte, perché l'attenzione è cessata e se quelle informazioni sono state condivise con gli altri apparati competenti.
Davanti a quesiti così dirompenti si torna invece alla stucchevole polemica politica sul 'disagio psichico'. Peraltro l'accusa rivolta a Mezzetti di avere liquidato troppo presto la vicenda come il gesto di una persona con problemi psichici, andrebbe rivolta da Barcaiuolo e da Fdi anche al vicepremier Tajani che due giorni dopo l'attentato parlò in Consiglio comunale di una persona 'squilibrata' e con problemi mentali, ipotizzando che il disagio psicologico fosse cresciuto nel tempo e allo stesso Piantedosi che invitò i modenesi a stare 'tranquilli'.
Mezzetti peraltro in Consiglio fu più prudente e disse che, stando alle parole di Piantedosi, non sembravano esserci elementi per ricondurre il gesto a una matrice terroristica, ma invitò esplicitamente ad attendere l'esame dei dispositivi sequestrati e il lavoro degli inquirenti prima di cancellare i condizionali.
Se il tentativo di costruire oggi la caricatura di un sindaco che avrebbe deciso autonomamente di derubricare la strage a 'gesto di un folle' non regge, proprio perchè uno dei massimi esponenti del Governo aveva utilizzato proprio quella chiave di lettura nelle ore immediatamente successive alla strage, resta la domanda iniziale.
Se le nuove informazioni dovessero confermare che El Koudri era stato attenzionato dagli apparati di sicurezza, allora come è stato possibile che un soggetto già conosciuto dagli apparati sia arrivato a compiere una strage nel cuore di Modena?
Per questo occorre pretendere che il ministro spieghi, documenti alla mano, che cosa fosse noto agli apparati e quale uso ne fosse stato fatto.
Se la testimonianza sull'attività dei servizi è falsa, lo si accerti e lo si dica con chiarezza, se è vera, si ricostruisca invece la catena delle informazioni e delle decisioni.
Ha ragione Mezzetti, capire se l'attentato che ha ucciso Monica Esposito e ferito altre sette persone era evitabile è un diritto dei modenesi: le accuse reciproche, le sterili polemiche di partito, le richieste di scuse lanciate per difendere la bandiera di Fdi, vengono molto dopo.
Giuseppe Leonelli

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