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Salis, Decaro e Bonaccini ripetono il mantra Pd: 'No a primarie, prima l'unità sul programma'

Salis, Decaro e Bonaccini ripetono il mantra Pd: 'No a primarie, prima l'unità sul programma'
Salis, Decaro e Bonaccini ripetono il mantra Pd: 'No a primarie, prima l'unità sul programma'

I tre nell'appuntamento più atteso della Festa dell'Unità di Modena, dove il vero protagonista degli interventi però è Vannacci, con il sindaco di Genova che propone di 'toglierli il microfono in tv'. Decaro: 'Non dobbiamo vincere grazie a lui ma per le nostra proposte'. Che ancora non ci sono

I tre nell'appuntamento più atteso della Festa dell'Unità di Modena, dove il vero protagonista degli interventi però è Vannacci, con il sindaco di Genova che propone di 'toglierli il microfono in tv'. Decaro: 'Non dobbiamo vincere grazie a lui ma per le nostra proposte'. Che ancora non ci sono


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Uno degli appuntamenti più attesi del programma politico della Festa Provinciale dell'Unità di Modena, con Antonio Decaro, presidente della Regione Puglia, Silvia Salis, sindaco di Genova, e Stefano Bonaccini, europarlamentare ed ex presidente dell’Emilia‑Romagna, ha mostrato con chiarezza la condizione attuale del centrosinistra: una coalizione che sa di dover essere unita, che ripete la necessità di un programma comune, ma che continua a non riuscire a formularlo mostrando ancora tante divisioni e contraddizioni interne, soprattutto nell'ottica el cosiddetto campo largo. Un centro sinistra, e un PD in particolare, che pur dichiaratamente consapevole di non potere continuare a parlare male della Meloni, del governo in carica e del 'fenomeno' Vannacci, continua a faro. Così come è successo ieri sera, davanti a centinaia d persone nella platea dello spazio del confronto politico della Festa dove i tre, a tavola prima fino alle 21,15 e poi in un veloce saluto ai volontari nelle cucine, arrivano con mezz'ora di ritardo. Del resto De Caro era impegnato fino a poco prima alla Festa di Reggio.

Si sale sul palco. Il tema sono le elezioni politiche e soprattutto con quale proposta politica, e con quale coalizione PD e centro sinistra ci arriveranno.
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Una proposta che ancora non emerge, nemmeno lontanamente, dalla serata. Il tutto rimane ad una frase che è diventata un mantra nel Pd e nei diversi appuntamenti che sul tema di sono susseguiti in queste settimane anche al Festa di Modena: 'No alle primarie prima del programma, perché quando il programma sarà definito, il premier che dovrà applicare quel programma verrà da sé, e se non verrà da sé potrebbe essere espresso dal partito di maggioranza', anche se su questo punto si sa quanto la posizione dell'ex premier Conte è già da ora divergente.

Fatto sta che la proposta del centrosinistra, negli interventi dei tre ospiti, non emerge, nemmeno a grandi linee. A dominare è invece Vannacci, citato per circa la metà del tempo complessivo degli interventi. La moderatrice Myrta Merlino ormai presenza fissa nella moderazione dei dibattiti con rappresentanti nazionali del partito della Festa di Modena tale da dare del tu agli ospiti definiti amici, pone domande che diventano spesso trampolini per tornare sul Generale, trasformato dalla sinistra in un un proprio assillo, oltre che un ago della bilancia del centrodestra e, probabilmente, della competizione elettorale.
Con lui nel centro destra sarà dura, con lui fuori dal centro destra, la vittoria della sinistra potrebbe essere agevolata, fanno intendere i tre.

La più netta sul generale di Futuro Nazionale è Silvia Salis, che denuncia il livello ancora più basso del già basso livello del dibattito politico portato da Vannacci e afferma: 'Mi meraviglio che lo si faccia ancora parlare e non gli si tolga il microfono. Mi meraviglio che lo abbiano chiamato ad intervenire al forum Ambrosetti'.
Salis conferma di non voler partecipare alle primarie e, di fatto, di non voler essere della partita per il premierato. 'Continuerò a fare il sindaco di Genova', dice, spiegando che il suo ruolo sarà sostenere il centrosinistra nella corsa elettorale, con l’auspicio di un governo che rafforzi le politiche progressiste dei comuni come il mio.


Sul tema Vannacci, Decaro ironizza sul concetto di “patriarcato mediterraneo” usato al leader di Futuro Nazionale: 'Pure da uomo del Sud, non riesco a comprenderlo. In casa mia ha sempre comandato mia madre'.
Il presidente della Regione Puglia insiste poi sul mantra della serata: prima il programma, poi il premier. 'Non importa chi sarà: importa proporre un programma chiaro, condiviso, credibile', afferma. E aggiunge il passaggio più politico: 'Non dobbiamo vincere grazie a Vannacci, ma grazie a una proposta unita, forte e credibile del centrosinistra'.
L’unico contenuto concreto è il richiamo alla sanità pubblica, con l’obiettivo dichiarato di investire 20 miliardi nel caso di vittoria alle elezioni.

Bonaccini offre il passaggio più autocritico. Ricorda come il centrosinistra, negli ultimi anni, si sia concentrato sui punti che dividevano la coalizione, perdendo elezioni che potevano essere vinte: 'Io invidio al centrodestra la capacità di essere unito nei momenti decisivi. Se hanno nove cose su cui sono divisi e una su cui sono uniti, puntano su quella. Noi facciamo il contrario'.
Poi l’affondo: 'Se continuiamo a parlare male del governo, pur avendone tutti i motivi, questo non basta per vincere le elezioni'. Rivolgendosi alla platea che applaudiva, aggiunge: 'C’è poco da applaudire, anche voi siete parte del problema'.
Alla domanda sulle priorità di governo in caso di vittoria elettorale, Bonaccini, che pare essere preso alla sprovvista, indica il riconoscimento dello Stato di Palestina e l'introduzione del salario minimo.

Gi.Ga.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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