Pur parlando delle paure di chi da un momento all'altro si trova strappato dalle propria famiglia e portato nei reparti di emergenza dell'ospedale e dello stress che pesa sul sistema dell'emergenza, ma lo fa con volto e con tono della voce sereno, Elisa Bertellini, direttore della Terapia Intensiva dell'ospedale Baggiovara. Lì i 18 posti letto a disposizione per pazienti Covid rappresentano per lei una sicurezza, 'insieme ai 30 - dice - che presto saranno a disposizione al Policlinico'.
Rispondendo ad alcune delle domande rivolte on-line dai giornalisti modenesi nei giorni scorsi, sottolinea come maggiore differenza rispetto al passato della prima ondata nella tipologia dei pazienti in terapia intensiva, quella dell'età. 'Oggi questa si è abbassata di molto. Non sono rari come nelle prima ondata i pazienti sotto i 50 anni'. Le differenze in positivo rispetto alla prima ondata, è che molti pazienti vengono intercettati precocemente e questo porta ad un miglioramento nella prognosi e nell'intervento'
L'equipe della direttrice Bertellini si è rafforzata vista l'emergenza con tanti giovani medici che via via si sono specializzati. A loro, in un reparto così delicato come quello della terapia intensiva, spetta anche una non scontata funzione psicologica. 'Molti pazienti sono spaventati sia sotto l'aspetto psichico che psicologico. L'ansia derivante dal non riuscire a respirare e contestualmente quella di essere allontanati dalle famiglie. E' bello vedere però che qui, anche in ospedale, si rendono conto di su persone che sono realmente a loro vicine'
'In terapia intensiva ora più giovani rispetto a prima ondata'
Parla la direttrice della Terapia Intensiva dell'ospedale di Baggiovara Elisa Bertellini:
Parla la direttrice della Terapia Intensiva dell'ospedale di Baggiovara Elisa Bertellini:
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