I rischi che oggi si incontrano con cattivi pagatori, con le difficoltà, in caso di problemi, di ottenere ed procedere con la risoluzione dei contratti, disincentivano i proprietari dal mettere sul mercato gli immobili per gli affitti. Quando scattano i problemi, anche legati a reati ed abusi commessi dagli inquilini nei locali, oltre che di pagamenti, oggi la normativa non agevola certo i proprietari nella risoluzione dei contenziosi che possono durare anni con un aggravio di spesa che rende il tutto antieconomico. Con le spese a cui vanno aggiunte le tasse, in uscita che superano di gran lunga le entrate. Ma le cause della discrepanza e disequilibrio tra domanda che aumenta e offerta che scarseggia sono anche altre: tra gli oltre 10.000 alloggi vuoti, sarebbero alcune centinaia quelli in cattive condizioni e che necessiterebbero di ristrutturazioni per essere posti sul mercato degli affitti. Questo scoraggia gli affittuari e crea un ulteriore ostacolo alla loro messa sul mercato. Inoltre, le procedure amministrative per affittare o ristrutturare un immobile possono essere complesse e dissuasive, soprattutto per i piccoli proprietari che preferiscono, se non in condizioni di necessità, di tenere vuoti gli immobili anziché affittarli.
L'incontro tra domanda e offerta di alloggi a Modena richiede un approccio multifattoriale. i risultati fino ad ora sono stati scarsi. Un tema richiamato anche dall'intervento di Roberto Rinaldi coordinatore confederale Uil Modena
'L'emergenza casa richiede risposte urgenti non più rinviabili. Gli affitti di mercato schizzano a livelli insostenibili per chi oggi vive, studia e lavora nella nostra città e nella nostra provincia. Per via di sterili politiche nazionali, ed i ritardi di quelle regionali, anche il territorio modenese è sempre meno una meta ambita da lavoratrici e lavoratori che, per via del mancato aggancio dei salari all’inflazione reale che negli ultimi anni ha registrato degli aumenti a doppia cifra, lavori precari quindi poco retribuiti, cassa integrazione dilagante, non riescono a vivere dignitosamente.
Pertanto anche il ruolo delle associazioni datoriali per noi può essere decisivo; non si può da una parte lamentare la mancanza di professioni e personale e dall’altra non creare le condizioni di accoglienza per le persone che sono il core business di ogni azienda degna del nome, garantendo magari anche un
Noi siamo convinti che questa è una sfida che va affrontata insieme, con tutti gli interlocutori sia politici che delle parti sociali, magari interessando anche le associazioni dei proprietari immobiliari.
Se si vuole rilanciare la centralità del tessuto industriale di Modena e non perdere le sfide che il mercato del lavoro in modo preponderante ci sta ponendo, il tema dell’abitare va affrontato immediatamente' - chiude il coordinatore Uil.



