Modena oggi ha dato l’ultimo saluto a Loris Luppi. Aveva 45 anni e tre mesi fa era stato colto da un arresto cardiaco dal quale non si è più svegliato. Figlio unico, aveva perso il papà, un dipendente della Ferrari della Bassa, ad appena 12 anni e da allora era cresciuto insieme alla mamma Natalia alla quale era legatissimo. A celebrare la Messa oggi pomeriggio è stato don Paolo Boschini, ma è stata una cerimonia collettiva: le parole del sacerdote sono state accompagnate dalle fotografie proiettate dagli amici: insieme in birreria, in vacanza, tante foto allo stadio. E poi i ricordi di ciascuno. Un ragazzo cortese, discreto, silenzioso ma che sapeva essere presente nei momenti particolari di ciascuno. Silenzioso e attento. Buono. Da bambini ci siamo incontrati tante volte: le nostre mamme, entrambe abruzzesi, sono amiche, le nostre famiglie si frequentavano e noi abbiamo passato tante giornate da piccoli insieme. Ci siamo ritrovati da adulti, sempre attraverso le rispettive famiglie. Una famiglia quella di Loris che, a parte la mamma che è sempre stata accanto a lui in queste settimane, vive per la maggior parte lontano, in Abruzzo. Facendogli visita in queste lunghe settimane in ospedale ho incontrato più volte i suoi amici e le parole pronunciate dalla famiglia in chiesa le condivido con un pensiero particolare alla mamma Natalia. Nei gesti, nella presenza e negli occhi dei tanti ragazzi presenti oggi alla Bva e che hanno condiviso anche l'ultimo doloroso tratto del percorso di Loris, tendendogli la mano, facendogli ascoltare canzoni e parlandogli come se potesse sempre rispondere, sarà possibile continuare a vederlo, a parlare con lui e a interpetare quei suoi silenzi pieni di vicinanza.
Cinzia Franchini



