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'Affissioni selvagge? No, tutto regolare, il PD ha l'accordo con Hera e paga il canone al Comune'

'Affissioni selvagge? No, tutto regolare, il PD ha l'accordo con Hera e paga il canone al Comune'

Il responsabile Feste della segreteria del PD Modena risponde ai quesiti sollevati sulla campagna promozionale che utilizza i pali della luce in punti strategici dea città


2 minuti di lettura

Ogni anno il tema dei cartelli promozionali della festa dell'Unità del Partito Democratico a Ponte Alto, fissati a pali dell'illuminazione pubblica nei punti strategici della città, del centro e della periferia, è oggetto di discussione e solleva quesiti. In una città in cui, come è normale, vigono delle regole rigide per le affissioni in aree pubbliche o con esposizione pubblica, che devono avvenire negli spazi rigorosamente definiti, limitati e gestiti dalla concessionaria comunale alla quale è necessario pagare il relativo canone, come è possibile che un privato (che sia partito, associazione, organizzazione), possa utilizzare spazi e strutture non dedicate a tale scopo, insistenti su aree pubbliche di grande rilevanza, per le proprie campagne pubblicitarie? Perché se esiste tale importante possibilità di avere a disposizione punti strategici della città e visibilità su grandi vie di comunicazione (di cartelli del PD ce ne sono su via del Pozzo accesso Policlinico, viale Corassori, cavalcavia Cialdini, via Divisione Acqui, ecc....), per le proprie campagne promozionali, è sempre e solo il Partito Democratico ad usufruirne? E se è possibile farlo, con quali forme? E' tutto regolare e quindi possibile a tutti e, se non a tutti, a chi?
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Quesiti che ogni anno, quando quei cartelli rispuntano in occasione delle feste dell'Unità da promuovere, ritornano; quesiti che abbiamo girato al responsabile cittadino delle feste del Partito Democratico, nonché consigliere comunale Stefano Manicardi, che velocemente ci ha risposto.
'Tutto nella norma e in regola' - afferma. 'Facciamo richiesta a Hera di poter affiggere i nostri pannelli sui pali di loro proprietà e paghiamo all'ufficio ICA del comune il canone unico previsto da regolamento comunale per la pubblicità e l'affissione. Ogni associazione, partito o impresa può fare stesso iter autorizzativo chiedendo alla proprietà dei pali di poter sfruttare i medesimi e, qualora autorizzato dal proprietario, procedendo a denunciare il numero di cartelli e la posizione all'Ica per il calcolo del tributo da pagare. Nessun favoreggiamento ovviamente al PD - conclude Manicardi - ma semplicemente l'applicazione di un diritto e di un conseguente dovere, diritto di pubblicità e dovere di pagamento dei tributi derivanti da tale diritto'

In sostanza, tutto regolare, anche se apparentemente particolare. Nessun privilegio politico e nessun escamotage, ma un accordo con la proprietà dei pali per poterli utilizzare e la comunicazione di quelli utilizzati per potere pagare il dovuto al Comune per l'affissione in area pubblica.
Una risposta, quella del responsabile feste del PD cittadino, che mette in luce una opportunità che in tanti che si occupano di occupazione non pensavano di potere avere.

Gi.Ga.
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