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Afro Gibellini, il battilastra modenese che creava i bolidi da sogno

Afro Gibellini, il battilastra modenese che creava i bolidi da sogno

'Era esigente il commendatore Ferrari, si lavorava giorno e notte per accontentarlo, perché non ne nascono più di quei personaggi lì'


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Si facevano usando con sapienza martello e lamiera. Dietro carrozzerie uniche come quella della Ferrari 330 P4 Daytona, vettura quotata oggi sugli 8 milioni di euro, c'è la mano di Afro Gibellini, storico battilastra modenese.
Entrò nel 1956 alla carrozzeria Scaglietti con la qualifica di saldatore, per poi specializzarzi nella costruzione dei manichini di battitura, o 'flon' (in modenese), per rimanerci fino alla pensione. Ma cosa sono i manichini? 'In carrozzeria arrivava il telaio con montata la parte meccanica, e noi facevamo il 'manichino', una struttura su cui battere a mano la lamiera per poi fare le parti della carrozzeria', spiega Afro Gibellini.
Automobili fatte completamente a mano. 'Non è che se ne faceva una serie, anzi se ne facevano pochissime, proprio per il procedimento manuale nella lavorazione della carrozzeria', racconta Gibellini. Un mestiere 'imparato da Giancarlo Guerra quando ero in Scaglietti', e che ricorda così: 'Non so da chi abbia imparato Guerra a fare le carrozzerie, credo che abbia imparato da se stesso a farle'. E in effetti quel che dice Gibellini descrive un territorio in cui nei primi decenni del '900 si forma una scuola di battilastra attivi alla Maserati e poi in Ferrari, poi scomparsi con l'avvento delle procedure meccanizzate delle carrozzerie.
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Gibellini ricorda quei tempi. 'Dietro queste macchine si nasconde una storia fantastica, perché hanno avuto un successo tremendo e perché' parole sue 'le robe fatte a mano hanno ancora un gran pregio'.
'L'unica macchina che è stata fatta in serie è stato il Ferrari GTO però ci voleva il suo tempo a farle, poi il 250 Tour de France, il 275 Competizione, insieme a tante macchine da corsa'. Come la Ferrari 330P4 prodotta in soli 3 esemplari per la gara di Daytona negli Stati Uniti, in cui la squadra di Maranello vinse con il famoso arrivo delle 3 vettura in parata sul rettilineo. E poi Enzo Ferrari, che Gibellini ha conosciuto e che ricorda così. 'Era esigente il commendatore, si lavorava giorno e notte per accontentarlo, perché dei Ferrari non ne nascono più di quei personaggi lì'.
Marco Amendola
Foto Andrea Giacobazzi
Foto dell'autore

Marco Amendola. Formazione Dams Cinema presso Università di Bologna. Giornalista videomaker nel settore informazione e media, si occupa di attualità, automobilismo e approfondimenti di costume e soc...   

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