L’uomo, fermato per aver rifiutato di fornire le proprie generalità, ha dato in escandescenze, colpendo i poliziotti e arrivando a mordere a una mano e a un avambraccio il capopattuglia. Per lui sono stati necessari diversi punti di sutura e una prognosi di 20 giorni.
Il punto, però, è un altro: questa aggressione poteva essere evitata. Come denuncia il SIULP – Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia, l’intervento avrebbe potuto essere gestito in modo più sicuro e rapido con l’utilizzo del Taser, già impiegato in passato contro lo stesso soggetto. Ma questa volta l’arma non era disponibile. Non perché mancasse fisicamente, ma perché uno dei due agenti in pattuglia non era abilitato al suo uso.
Il regolamento in vigore, infatti, impedisce l’uscita in servizio con il Taser se entrambi i membri della pattuglia non sono certificati all’uso. 'Un principio di sicurezza – spiega il SIULP – che però si scontra con una realtà fatta di carenza di risorse e formazione a singhiozzo'.
La denuncia del sindacato è tanto chiara quanto desolante: 'Non ci sono abbastanza cartucce da esercitazione per tutti gli agenti, e di conseguenza non tutti possono completare il corso abilitante, che dura ben sette giorni. Il risultato? Molte pattuglie restano sprovviste del dispositivo, anche quando sarebbe utile – o addirittura necessario – per evitare il contatto fisico e contenere situazioni potenzialmente esplosive'.
'Il Taser è uno strumento di grande utilità, sicuro e collaudato, che tutela innanzitutto la cittadinanza, ma anche la salute degli operatori, sempre più spesso vittime di aggressioni gratuite e violente' - insiste il SIULP di Modena che evidenzia come il dispositivo sia ormai rimasto l'unico a consentire una azione efficace e una tutale degli operatori.
Il sindacato, che nei prossimi mesi organizzerà un convegno dedicato proprio al tema dell’uso del Taser, annuncia di voler sollecitare il Ministero dell’Interno per garantire una copertura formativa completa a tutti gli operatori delle forze di polizia: dalla Polizia Ferroviaria a quella Stradale, passando per Questure e Commissariati.
'È inaccettabile – scrive la Segreteria provinciale Siulp – che per meri problemi di approvvigionamento o costi di gestione, si continui a mettere a rischio la vita degli agenti. La sicurezza non può restare ostaggio della burocrazia. Nel frattempo, il capopattuglia aggredito dovrà osservare giorni di riposo e cure. E a Modena, come altrove, resta aperta la domanda: quante aggressioni si potrebbero evitare, se a ogni pattuglia fosse consentito non solo di portare ma anche di utilizzare tutto il Taser?'


