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All’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia arriva il robot da Vinci Xi

All’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia arriva il robot da Vinci Xi

La più avanzata piattaforma per la chirurgia robot-assistita. L’assessore Fabi: 'Un investimento destinato a migliore ulteriormente l’attività'


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Si tratta della più avanzata piattaforma per la chirurgia robot-assistita, che non sostituisce il sapere medico, ma lo potenzia, mettendo l’innovazione al servizio dell’intelligenza clinica e dell’esperienza dei chirurghi. Il sistema robotico da Vinci Xi - presentato questa mattina all’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia - rappresenta un passaggio tecnologico che trasforma l’esperienza operatoria estendendo la capacità del chirurgo di vedere, controllare, intervenire con la percezione di trovarsi direttamente all’interno del corpo del paziente. Installata da alcune settimane al 4^ piano dell’Ala Nord, affina ulteriormente la precisione, la sicurezza e la cura personalizzata sul paziente.

Alla presentazione hanno partecipato l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, il sindaco, Marco Massari, e il presidente della Fondazione Manodori, Leonello Guidetti. Presenti anche gli eredi delle cittadine e dei cittadini che hanno contribuito con i propri lasciti alla realizzazione del progetto. Ad accoglierli il direttore generale dell’Ausl Irccs di Reggio Emilia, Davide Fornaciari, assieme ai professionisti coinvolti.

Il sistema da Vinci Xi supporta professionisti già altamente specializzati nelle tecniche mini-invasive a elevata complessità, potenziandone ulteriormente le possibilità operative. I vantaggi per i pazienti sono molteplici: incisioni più contenute con migliori risultati estetici, minore necessità di trasfusioni, riduzione del dolore post-operatorio, degenze più brevi e un recupero funzionale più rapido.

L’acquisizione del sistema è il risultato di un percorso durato circa due anni, necessario a definire il progetto complessivo e a garantirne la copertura finanziaria.
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L’investimento sfiora i 2,4 milioni di euro milioni di euro (esattamente 2.391.200), di cui 1 milione stanziato dalla Regione Emilia-Romagna, 500mila euro dalla Fondazione Manodori, mentre la quota restante è stata resa possibile grazie a tre importanti lasciti di cittadine e cittadini reggiani: il signor Ugo Ughetti, la signora Gianna Tedeschi e la signora Alma Bellentani. A questi costi si aggiunge un ulteriore investimento a carico dell’Ausl di circa 500mila euro per i cinque anni di noleggio del tavolo operatorio, appositamente sincronizzato con il robot, e per l’hardware dedicato alla simulazione guidata, fondamentale per la formazione continua e il mantenimento di elevati standard professionali.

A partire dai prossimi giorni, le prime specialità a beneficiare dell’impiego del robot saranno Urologia, Chirurgia oncologica e Chirurgia generale. Le équipe coinvolte hanno già avviato la formazione operativa sul campo; in una fase successiva, anche altre discipline verranno progressivamente integrate nell’utilizzo della nuova tecnologia.

Con l’arrivo del da Vinci Xi, l’Arcispedale Santa Maria Nuova rafforza ulteriormente il proprio ruolo di centro di riferimento per l’innovazione clinica, ponendo la tecnologia al servizio di una sanità pubblica di qualità, radicata nel territorio e capace di guardare al futuro.

'L’arrivo del sistema robotico da Vinci Xi all’Arcispedale Santa Maria Nuova- sottolinea l’assessore Fabi- rappresenta molto più di una strumentazione tecnologica altamente innovativa:
è un investimento che rafforza la nostra sanità territoriale, valorizza e supporta le competenze dei professionisti e conferma la volontà della Regione di garantire alle persone cure sempre più appropriate, avanzate e personalizzate. È così che intendiamo la modernizzazione del sistema sanitario, come strumento per migliorare concretamente gli esiti di cura, ridurre l’impatto degli interventi sui pazienti e assicurare percorsi assistenziali di qualità elevata e omogenea su tutto il territorio. Il valore di questo progetto risiede anche nella straordinaria alleanza tra istituzioni, fondazioni e cittadini. Il contributo della Regione, affiancato da quello della Fondazione Manodori e dai lasciti di generosi cittadini e cittadine reggiani, testimonia una comunità che crede nella propria sanità pubblica e sceglie di investirvi con responsabilità e fiducia'.

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