‘Sono molto addolorato dalla scomparsa di Giancarlo Gatti, a lui mi legano ricordi lontani, sin dai tempi in cui fui assessore alla cultura in Comune alla metà degli anni ‘90. Giancarlo fu tra gli artefici della crescita del Teatro Comunale fino a farlo assurgere tra i principali teatri lirici italiani nella seconda metà del Novecento. Pur non essendo una figura molto nota al grande pubblico, nel mondo dell’opera è stato uno dei dirigenti che hanno contribuito a fare di Modena una piazza di riferimento - afferma il sindaco Massimo Mezzetti -. Giancarlo Gatti guidò il Teatro Comunale in un periodo cruciale, tra gli anni Settanta e Novanta, accompagnandone la trasformazione da teatro di tradizione a istituzione con una forte proiezione internazionale. Furono anni in cui il Comunale consolidò una programmazione lirica di alto livello e sviluppò rapporti stabili con i più importanti interpreti dell’opera.
Uno degli aspetti più significativi della sua attività fu il rapporto con Luciano Pavarotti’.
‘Gatti comprese molto presto l’importanza di mantenere saldo il legame tra il grande tenore e la sua città natale. Negli anni contribuì all’organizzazione di numerose produzioni e serate che videro Pavarotti protagonista al Teatro Comunale, rafforzando l’immagine di Modena come città della lirica. Non fu soltanto un rapporto professionale: Gatti fu anche uno studioso della carriera di Pavarotti. Insieme a Giuseppe Gherpelli curò il volume “Luciano Pavarotti. Vent’anni di teatro”, oggi considerato una testimonianza storica della collaborazione fra il cantante e il Teatro Comunale. Chi ha lavorato con lui lo può ricordare come una persona con una profonda cultura musicale; una conoscenza molto dettagliata delle voci liriche; notevoli capacità organizzative; grande attenzione alla qualità artistica prima ancora che agli aspetti mediatici. Era il tipo di direttore che seguiva personalmente la costruzione di una stagione lirica: scelta dei cast, rapporti con agenti e artisti, allestimenti e crescita del personale tecnico’.
‘Oltre all’attività gestionale, Gatti contribuì a documentare la storia musicale della città attraverso pubblicazioni, cataloghi e iniziative dedicate alla memoria del teatro e dei suoi artisti. Il suo lavoro si inserisce in quella stagione che ha visto convivere e collaborare personalità straordinarie come: Luciano Pavarotti, Mirella Freni, Leone Magiera, Rajna Kabaivanska, Giuseppe Gherpelli. Fu proprio la capacità di mettere in relazione queste figure con il Teatro Comunale a contribuire in modo decisivo al prestigio internazionale dell’istituzione - chiude Mezzetti -.

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