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Il finto SMS del CUP, la truffa che svuota il conto telefonico continua

Il finto SMS del CUP, la truffa che svuota il conto telefonico continua

Nonostante sia stata smascherata, continuano le segnalazioni di cittadini che ricevono messaggi urgenti da presunti uffici di prenotazione sanitaria. L’obiettivo è spingere l’utente a chiamare. Il primo consiglio è non farlo


2 minuti di lettura

Un SMS che sembra istituzionale, un tono urgente e l’invito a richiamare immediatamente per “comunicazioni importanti” relative a una pratica sanitaria. È questa l’ultima frontiera del vishing (phishing vocale) che sta colpendo migliaia di utenti in tutta Italia, sfruttando indebitamente il nome del CUP (Centro Unico di Prenotazione).

La dinamica del raggiro

Il meccanismo è semplice quanto efficace. L’utente riceve un messaggio sul proprio smartphone che cita testualmente: “Ufficio CUP: la preghiamo di contattarci con urgenza al numero [X] per comunicazioni riguardanti la sua pratica”. Spesso vengono utilizzati nomi vaghi come 'Centro Unico Primario' o 'Gestione Unica', termini che ricalcano l’acronimo originale per trarre in inganno i meno esperti. Il pericolo scatta nel momento in cui si compone il numero indicato: si tratta quasi sempre di numerazioni a tariffazione speciale (che iniziano ad esempio con 899 o 893). Pochi secondi di conversazione, o anche solo l’attesa, possono prosciugare decine di euro dal credito telefonico o dal conto associato alla SIM.

I segnali per riconoscere l’inganno

Le autorità sanitarie e la Polizia Postale hanno chiarito che i veri uffici CUP non utilizzano mai numeri a pagamento per essere ricontattati, in genere forniscono dettagli specifici (come il numero della ricetta o il luogo della visita) se
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la comunicazione è reale e utilizzano numeri verdi ufficiali o numerazioni fisse locali facilmente verificabili sui portali regionali.

Cosa fare se ricevi il messaggio

Se ricevi un SMS sospetto, la regola d'oro è la prudenza: non richiamare (ignora il numero presente nel testo del messaggio), verifica la fonte (se hai una visita in sospeso e hai il dubbio che la chiamata possa essere autentica, cerca il numero ufficiale del CUP della tua ASL sul sito web della tua Regione e chiama quello), blocca e segnala (blocca il mittente sul tuo smartphone e segnala l'accaduto sul portale della Polizia Postale).
Le Aziende Sanitarie ricordano che la sanità pubblica comunica tramite canali certificati e non richiede mai esborsi di denaro attraverso chiamate verso numerazioni speciali. La prevenzione, in questo caso, passa tutta per un semplice gesto: non premere quel tasto di chiamata.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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