Se da un lato i dati, ai quali rimandiamo nell'articolo specifico, confermano la forte presenza femminile nelle aree umanistiche, educative e pedagogiche, dall’altro mostrano come nelle facoltà scientifiche – in particolare ingegneria e matematica – il divario rimanga evidente. Tuttavia, al di là dei numeri, l’incontro ha messo in luce un’evoluzione culturale: sempre più giovani scelgono il proprio percorso non solo sulla base delle prospettive economiche, ma anche considerando qualità della vita, relazioni professionali, equilibrio tra lavoro e tempo libero, impatto sociale della professione. Valori che, secondo i relatori, stanno contribuendo a scardinare stereotipi radicati. L’Università, hanno sottolineato i protagonisti della giornata, ha un ruolo decisivo nel favorire questo cambiamento, non solo attraverso l’orientamento ma anche tramite un’azione culturale che coinvolga famiglie, imprese e territori.
Salto culturale nelle aziende e nelle famiglie
Nel suo intervento, la rettrice di Unimore ha insistito sulla necessità di un cambiamento profondo, che parta dall’educazione e arrivi fino al mondo produttivo: “Nell’ambito dell’educazione stiamo lavorando molto su questo. Dobbiamo portare questa mentalità anche nelle aziende con cui collaboriamo. Le donne hanno una vita diversa, ma questa diversità deve essere considerata un’opportunità, non un limite”. Un concetto che il Rettore ha portato anche sul piano delle famiglie: ' Ancora oggi - ha detto -molte famiglie scoraggino le figlie dall’intraprendere percorsi scientifici:“Molto spesso le famiglie limitano l’accesso a certe facoltà per una questione di genere. La matematica e le materie STEM fanno paura agli studenti, ma ancora di più ai genitori.”
Ha poi sottolineato l’importanza della delega alla professoressa Elena Bassoli come referente per la parità di genere, un segnale forte in un dipartimento – ingegneria del veicolo – dove la presenza femminile è ancora molto bassa.
Rita Cucchiara ha raccontato anche episodi personali che mostrano quanto la mentalità sia ancora lontana dal cambiamento:
“Ancora oggi alcuni imprenditori faticano a chiamarmi ‘ingegnere’ o ‘rettore’ e preferiscono ‘signora’. Non è corretto: è il segno che c’è ancora molto da fare”.

Chiediamo allora proprio al rettore come può l’Università agire in modo sistemico per abbattere le barriere culturali.
“Sono state fatte molte sperimentazioni e attività, ma dal punto di vista programmatico l’orientamento è diventato per me una grandissima priorità. Finora l’orientamento si è rivolto alle scuole, andando direttamente dagli studenti. Nel prossimo futuro vogliamo organizzare attività anche per i genitori e per l’intera società.
Anche se ragazze e ragazzi di 19 anni sono maggiorenni, sappiamo che in Italia il peso della famiglia nelle scelte è ancora molto forte. Per questo dobbiamo educare tutti: famiglie, imprenditori, comunità. E dobbiamo farlo insieme. L’Università è assolutamente disponibile a costruire percorsi condivisi”.
La referente AlmaLaurea ha evidenziato come, negli ultimi dieci anni, le priorità dei giovani siano cambiate: “Il guadagno e la carriera restano importanti, ma crescono valori come il tempo per sé, la relazione con i colleghi, l’utilità sociale del lavoro. È un valore più sentito dalle donne, ma sempre più anche dagli uomini”.
Un cambiamento che, secondo la relatrice, conferma quanto detto dalla rettrice: “Le nuove generazioni stanno già camminando insieme”.
Anche lei ha richiamato il ruolo delle famiglie nel condizionare le scelte: “La matematica e le materie STEM fanno paura agli studenti, ma ancora di più ai genitori.
Nella parte conclusiva, la rettrice ha ribadito che la sfida è culturale: “Dobbiamo cambiare il concetto che esistano ruoli per le donne e ruoli per gli uomini. Siamo diversi, ma non abbiamo ruoli diversi nella società”.
Ha ricordato come anche nei percorsi educativi – dove la presenza femminile è schiacciante – si tratti di una scelta culturale, non naturale: “Dire ‘vai a fare la maestra’ è ancora un riflesso automatico. Ma non è meno valido per un uomo scegliere l’educazione, così come non è meno adatto per una donna scegliere ingegneria”.
Infine, uno sguardo al futuro: “Farò di tutto affinché passi il messaggio che c’è un’opportunità per tutti, qualunque sia il genere. È la nostra vita, non un’etichetta”.


