'Signora, sto chiamando il 118', le dice. Si tratta di un infermiere esperto di rianimazione, guarda caso, che stava passando di lì in auto e subito si ferma dirigendosi sul posto. Lo fa senza pensare a nient'altro, e difatti lascia la macchina accesa: il traffico si ferma, ma tutti capiscono e danno una mano. 'Non ha perso un attimo, sembrava quasi James Bond. Ha anche detto ai passanti 'controllate che abbia spento la macchina'. È successo appena una settimana fa, ma il peggio è passato e ora posso parlarne. Abbiamo trovato persone eccellenti che si sono occupate di noi e a cui siamo molto grati. E poi, a volte, bisogna anche avere fortuna'.
Racconta tutto Alessandra Buganè, moglie del turista tedesco, oggi in conferenza stampa all'ospedale Maggiore, dove si celebra il lieto fine (anche grazie alle stesse performance del sistema pubblico sanitario bolognese). Il paziente si sta riprendendo, dopo essere stato appunto defibrillato, intubato e trasportato al Maggiore con accesso diretto in emodinamica a Cardiologia, che ha eseguito con successo l'intervento di angioplastica e poi l'ha trasferito in Rianimazione, e sono tutti i protagonisti a ripercorrere la sua storia.
In presenza dell'assessore regionale alla Salute Raffaele Donini e di Buganè, intervengono Giovanni Gordini, direttore del dipartimento di Emergenza Interaziendale, Carlo Coniglio, responsabile della Rianimazione del Maggiore, Gianni Casella, direttore della Cardiologia, Federico Semeraro, medico di Rianimazione dell'ospedale Maggiore-Chair-Elect European Resuscitation Council, e soprattutto Claudio Tacconi, l'infermiere esperto di rianimazione, direttore dei corsi a tema Blsd irc, che ha assistito per primo Reiner. 'Passavo di lì in macchina - racconta lo stesso Tacconi oggi - e ho visto questa persona sdraiata sulla pista ciclabile, con una signora di fianco e un'altra persona al telefono.


