Il nuovo PDTA nasce proprio per intercettare prima situazioni come questa. Il percorso definisce un sistema coordinato che collega medicina generale, servizi per le urgenze e centri specialistici, così da indirizzare ogni paziente verso il livello assistenziale più adeguato. Due i centri di secondo livello individuati: il Policlinico di Modena per l’Area Centro-Sud e l’Ospedale di Carpi per l’Area Nord. A questi si aggiunge il Centro Cefalee di terzo livello del Policlinico, dedicato ai casi più complessi e dotato di team multidisciplinare, day hospital e posti letto per la gestione delle forme croniche e dell’abuso di farmaci.
Comprendere che non tutti i mal di testa sono uguali è fondamentale. La cefalea può essere una malattia primaria, come l’emicrania o la cefalea tensiva, oppure il sintomo di un’altra patologia. L’emicrania è la forma primaria più diffusa, con una prevalenza stimata intorno al 15% e una maggiore incidenza nelle donne. Altre forme, come la cefalea a grappolo, sono più rare ma estremamente dolorose. Riconoscere rapidamente la natura del disturbo permette di impostare terapie efficaci o, nei casi secondari, di individuare tempestivamente la causa sottostante.
Il percorso parte dal Medico di Medicina Generale, che rappresenta il primo riferimento per la maggior parte dei pazienti. Circa il 90% delle persone che si rivolgono al medico per cefalea può essere gestito in questo contesto, grazie alla conoscenza della storia clinica e alla capacità di individuare eventuali segnali di allarme. Anche gli ambulatori per le urgenze svolgono un ruolo importante nel riconoscere i casi che richiedono un intervento rapido.
Quando il quadro richiede approfondimenti ma non presenta criteri di urgenza, il medico indirizza agli ambulatori neurologici territoriali, dove vengono effettuate le prime valutazioni specialistiche e impostate diagnosi e terapie di primo livello. I casi che necessitano di competenze avanzate vengono poi inviati ai centri di secondo livello, mentre le situazioni più complesse accedono al terzo livello del Policlinico. Un aspetto organizzativo rilevante è che la prenotazione delle visite specialistiche viene gestita direttamente dalle strutture che inviano, evitando passaggi aggiuntivi per il cittadino.
Secondo i professionisti coinvolti, un percorso strutturato consente di ridurre i ritardi diagnostici, evitare accessi impropri ai centri di alta specializzazione e garantire che ogni paziente riceva la cura più adeguata nel momento giusto. Un ruolo importante è svolto anche dall’associazione Alleanza Cefalalgici – Al.Ce., che aiuta i pazienti a orientarsi e considera il PDTA uno strumento essenziale per assicurare equità di accesso e maggiore fiducia nel sistema di cura. Un paziente informato, sottolinea l’associazione, aderisce meglio alle terapie e vive con meno incertezza una patologia che può essere complessa e invalidante.
Nella foto: gruppo di dirigenti Ausl e Aou presenti alla conferenza di presentazione



