'Tuttavia ciò non sposta di un millimetro l’obbligo morale prima ancora che giuridico di fare luce su tutta la vicenda e sulle relative responsabilità: continueremo a svolgere fino alla fine tutto quanto necessario sia nelle opportune sedi processuali sia mediante le nostre investigazioni difensive. Non da ultimo anche sulla straordinaria e clamorosa coincidenza tra decisione di chiudere la mostra e la pubblicazione da parte dalla Nuova Bussola Quotidiana della notizia secondo cui non esisterebbe alcun video dell’avvenuta aggressione all’interno della chiesa. Gli interrogativi sono dunque tanti e li abbiamo espressi anche nel nostro atto di opposizione alla archiviazione depositato innanzi al GIP di Modena. Ribadiamo ancora una volta che qualsiasi commento sarà professionalmente possibile solo una volta che avremo cognizione diretta dei fatti, di qualunque natura essi siano. Una posizione quest’ultima, criticata anche da certa stampa, ma che oggi rivela tutta la sua opportunità e serietà. Riteniamo - conclude l’avvocato Minutillo - che sia oramai evidente l’imprudenza mostrata da Monsignor Castellucci nelle sue dichiarazioni volte a commentare a caldo i fatti della presunta aggressione così come ritengo altrettanto inaccettabile che, anche oggi, la Diocesi continui a fare generico riferimento a non meglio precisati atti di violenza e ostilità nei confronti dei suoi “Pastori” rappresentando altresì di aver manifestato una propria, frustrata, disponibilità al dialogo “pacifico e fraterno”. A quanto mi risulta l’unico invito esplicito al dialogo è stato quello rivolto da Monsignor Castellucci proprio al misterioso ed anonimo aggressore. Le altre decine di migliaia di fedeli che hanno sottoscritto pacifiche petizioni, recitato rosari e preghiere e rivolto appelli accorati sono state oggetto soltanto di silenziosa quanto insofferente indifferenza'.
'Chiusura mostra coincide con inesistenza video dell'aggressione'
L'avvocato Minutillo: 'La Chiesa consacrata di Carpi a questo punto, anche nel silenzio delle porte chiuse, andrebbe quantomeno riconsacrata'
'Tuttavia ciò non sposta di un millimetro l’obbligo morale prima ancora che giuridico di fare luce su tutta la vicenda e sulle relative responsabilità: continueremo a svolgere fino alla fine tutto quanto necessario sia nelle opportune sedi processuali sia mediante le nostre investigazioni difensive. Non da ultimo anche sulla straordinaria e clamorosa coincidenza tra decisione di chiudere la mostra e la pubblicazione da parte dalla Nuova Bussola Quotidiana della notizia secondo cui non esisterebbe alcun video dell’avvenuta aggressione all’interno della chiesa. Gli interrogativi sono dunque tanti e li abbiamo espressi anche nel nostro atto di opposizione alla archiviazione depositato innanzi al GIP di Modena. Ribadiamo ancora una volta che qualsiasi commento sarà professionalmente possibile solo una volta che avremo cognizione diretta dei fatti, di qualunque natura essi siano. Una posizione quest’ultima, criticata anche da certa stampa, ma che oggi rivela tutta la sua opportunità e serietà. Riteniamo - conclude l’avvocato Minutillo - che sia oramai evidente l’imprudenza mostrata da Monsignor Castellucci nelle sue dichiarazioni volte a commentare a caldo i fatti della presunta aggressione così come ritengo altrettanto inaccettabile che, anche oggi, la Diocesi continui a fare generico riferimento a non meglio precisati atti di violenza e ostilità nei confronti dei suoi “Pastori” rappresentando altresì di aver manifestato una propria, frustrata, disponibilità al dialogo “pacifico e fraterno”. A quanto mi risulta l’unico invito esplicito al dialogo è stato quello rivolto da Monsignor Castellucci proprio al misterioso ed anonimo aggressore. Le altre decine di migliaia di fedeli che hanno sottoscritto pacifiche petizioni, recitato rosari e preghiere e rivolto appelli accorati sono state oggetto soltanto di silenziosa quanto insofferente indifferenza'.
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