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Conoscere la Radioterapia: il Rotary ha incontrato i medici modenesi

Conoscere la Radioterapia: il Rotary ha incontrato i medici modenesi

Ieri sera il Rotary Club di Vignola presieduto da Elena Salda, ha ospitato gli oncologi professori Bruni e Piacentini e i dottori Mazzeo, Meduri e Luppi


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Una serata dedicata a far conoscere la Radioterapia, una eccellenza della sanità modenese ben nota a chi deve affrontare un percorso di cura oncologica e che spesso è poco conosciuta a chi ha la fortuna di non dover frequentare i reparti oncologici degli ospedali della provincia.
Ieri sera il Rotary Club di Vignola, Castelfranco, Bazzano ha ospitato i medici e i professionisti del settore e, nell'incontro organizzato e voluto dalla presidente del Rotary Elena Salda, si è tratteggiato il quadro legato al Reparto di Radioterapia del Policlinico modenese.

 

L'attività
Il professor Alessio Bruni, direttore della Radioterapia, ha introdotto il tema descrivendo l'attività svolta dalla sua equipe.
Oggi le principali indicazioni alla radioterapia riguardano il tumore della mammella, il tumore della prostata, il tumore del polmone, i tumori ginecologici, i tumori del distretto gastrointestinale (retto, pancreas, esofago) e testa e collo, il tumore della vescica, i tumori ematologici, oltre ad una serie di indicazioni nell'ambito della palliazione dei sintomi. Il trattamento radiante può essere preso in considerazione in pazienti già operati e quindi con la finalità di ridurre il rischio di recidiva di malattia (radioterapia adiuvante) ed un esempio classico di tale approccio è il tumore della mammella.
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La radioterapia può anche essere utilizzata come alternativa alla chirurgia (con finalità radicale), in combinazione o meno a trattamenti farmacologici; esempi classici di questo tipo di indicazione sono: il tumore della prostata, i tumori del testa-collo e del polmone, il tumore dell’ano, della cervice uterina e della vescica. Esiste infine anche la possibilità di utilizzare la radioterapia (spesso in associazione alla chemioterapia) con finalità preoperatoria o neoadiuvante, cioè con l'obiettivo di ridurre le dimensioni della neoplasia prima dell’intervento chirurgico migliorando così il controllo di malattia, un esempio classico di questo approccio è il tumore del retto.
Il Centro di Radioterapia di Modena-Carpi si prende cura di circa 2000 nuovi pazienti all’anno affetti da neoplasie di vari distretti corporei. Particolare attenzione viene ovviamente riservata al trattamento di pazienti affetti da neoplasie in età pediatrica in collaborazione con l’oncologia pediatrica del Policlinico di Modena. Si inserisce in questo contesto il progetto a “Spasso con Tommy”, una realtà virtuale dedicata ai bambini costretti ad effettuare cure radioterapiche, attività svolta in sinergia con le Coordinatrici Tecnico-infermieristico presso l’Unità Operativa Complessa di Radioterapia, le dottoresse Carla Piani e Barbara Salvi, anche loro presenti ieri sera a Vignola.

 


Il tumore mammario e prostatico
I radioterapisti oncologi Bruno Meduri e Ercole Mazzeo si sono poi soffermati in particolare sulla radioterapia applicata nei casi di tumore mammario e prostatico, le due neoplasie più frequenti rispettivamente nelle donne e negli uomini.

Alla luce della necessità di una gestione multidisciplinare dei pazienti affetti da neoplasia, la Uoc di Radioterapia è parte integrante di numerosi Pdta (percorso diagnostico-terapeutico) e incontri multidisciplinari: mammella, prostata, ginecologia, pancreas, colon-retto, encefalo, polmone ed è inoltre parte attiva della Breast Unit del Policlinico e di Carpi.
Una terapia, quella radioterapica, che spesso - come sanno bene i pazienti oncologici - si associa a quella chiemioterapica tarata su misura sul singolo paziente dagli oncologi medici. E ieri sera a tratteggiare il quadro dei nuovi farmaci chemioterapici e immunuterapici è stato il professor Federico Piacentini, direttore della Scuola di specializzazione in terapie palliative, insieme al dottor Gabriele Luppi.
Una vera e propria lezione multidisciplinare per conoscere un tema tanto delicato quanto centrale nell'esistenza di ogni uomo e donna, nella consapevolezza che proprio attraverso la conoscenza è possibile camminare con passo almeno un po' più saldo, nel percorso pieno di ostacoli, paure, drammi, umanità e - purtroppo - a volte disperazione che i malati oncologici devono affrontare.
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