Giunte al varco, dopo una mezz'ora di coda, la sorpresa. Nessuno dei loro nomi era presente. 'Non sappiamo cosa farci, l'unica è tornarsene a casa in isolamento e aspettare un nuovo appuntamento' - viene detto loro dagli operatori. Doccia fredda per le tre donne che, non positive ma in isolamento precauzionale da dieci giorni, dai primi di marzo, dopo il risultato di 12 bambini positivi su una sezione di 24 della scuola in cui lavorano, aspettavano il tampone di oggi per potere riprendere, in caso di conferma della negatività, la loro vita, anche professionale.
Una di loro è insegnante per bambini disabili che anche in zona rossa e a scuole chiuse frequentano in presenza sulla base della deroga prevista dalla legge. Lei, inoltre, è tra le insegnanti che ha già ricevuto anche la seconda dose di vaccino. Fatto sta che in caso di tampone negativo potrebbe tornare dai suoi bambini con problemi che normalmente segue. 'Oggi abbiamo diritto di ricevere quel tampone che ci è stato indicato nella prenotazione e se non è possibile farlo chiediamo chiarezza su cosa sia successo. Perché i nostri nomi sono spariti nel nulla? Su quale presupposto dovremo continuare l'isolamento? Chi ci garantisce un nuovo appuntamento in tempi brevi?'.
Il caso viene segnalato alla nostra redazione. Ci rechiamo sul posto. Le tre insegnanti aspettano risposte davanti al varco. L'ausl si attiva. In effetti le tre insegnanti non sono nell'elenco. Gli operatori ai varchi, ovviamente, non possono agire, anche con tamponi a disposizione. Tutto deve combaciare. Elenchi, etichette, prenotazioni, appuntamenti e soprattutto nomi. Anche per continuare a garantire la catena del tracciamento. Seguiamo l'evolversi della situazione. Sono passate due ore da quando hanno varcato con la loro auto l'ingresso dell'area che non vogliono varcare nuovamente, in uscita, senza tampone e senza una data certa in cui poterlo fare. L'Ausl, sul posto, ricostruisce i passaggi dell'inghippo e verifica l'errore nel mancato invio dei nomi delle tre insegnanti. Tra le centinaia che solo a Modena i responsabli Covid della scuola devono gestire ogni giorno nell'ambito delle procedure di tracciamento. Cosa non facile.
Gi.Ga.



