La notizia negativa è legata al primo decesso in Emilia - Romagna. Un uomo con complicanze legate a patologie pregresse, di Lodi, che si era presentato all'ospedale di Piacenza. E qui Venturi non lesina una precisazione. 'Evidentemente se un uomo di Codogno è venuto a Piacenza qualcosa non ha funzionato. Non mandiamo indietro nessuno ma avremmo piacere che i pazienti di Codogno rimanessero lì'
Tra le notizie dell'aggiornamento che possono definirsi tranquillizzanti, il fatto che circa la metà, poco più di una ventina dei 47 pazienti positivi, sta superando la patologia presso il proprio domicilio seguito dalle strutture sanitarie di riferimento.
'In questo senso l'indicazione presa anche con i direttori sanitari - specifica Venturi - è garantire anche ai pazienti positivi ma con sintomi non gravi la possibilità di rimanere presso il proprio domicilio. Per coloro che non possono o non vogliono starci, abbiamo messo a disposizione anche la struttura Rems di Reggio Emilia, che conta 30 posti letto'.
Caso a sé per Rimini. Tre sono i contagiati, tutti legati alla frequentazion di un locale. Uno è un parente del ristoratore ed uno un cliente, ma qui si è evidenziata una pista unica del contagio che porta in lombardia ed al lodigiano. 'Per questo, a Rimini - annuncia Venturi - saranno effettuati numerosi tamponi che potrebbero portare per quella zona, ad un aumento dei casi'
Senza risposta Venturi lo è sul fronte della riapertura o meno delle scuole, anche se non nasconde la possibilità che l'ordinanza venga prorogata di un altra settimana: 'Una sola settimana, a livello sanitario, avrebbe poco senso'.
Nel merito Venturi specifica solo che al rientro nessuno dovrà presentare il certificato medico, salvo per coloro che hanno nel frattempo avuto l'influenza stagionale.
Prima di chiudere e salutare anche in vista del termine del suo incarico (dalla prossima settimana il neo assessore Raffaele Donini avrà piene funzioni), l'assessore Venturi ha ricordato che tutti coloro che provengono da zone a rischio sia in Italia che all'estero hanno il dovere di sottoporsi ad una quarantena volontaria e di informare le autorità sanitarie preposte. Attraverso i numeri a disposizione (1500 o direttamente il 118) che sapranno indirizzare sul da farsi'
'Per quanto riguarda le notizie false - conclude Venturi - proseguono le denunce.
Gi.Ga



