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Coronavirus, il presidente Provincia Tomei scrive al consolato cinese

Coronavirus, il presidente Provincia Tomei scrive al consolato cinese

'In questi mesi ho conosciuto personalmente le loro istituzioni presenti nel nostro Paese, dal Console Generale alla comunità locale'


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'Stamattina ho scritto una lettera al consolato cinese per gli affari economici e internazionali di Milano per esprimere la vicinanza della nostra Provincia al popolo cinese, messo duramente alla prova in questo momento di grave emergenza. Ho scritto che siamo a disposizione per dare una mano e in questi giorni abbiamo parlato diverse volte con l'associazione modenese degli imprenditori cinesi presenti sul nostro territorio. In questi mesi ho conosciuto personalmente le loro istituzioni presenti nel nostro Paese, dal Console Generale alla comunità locale, avviando percorsi di dialogo e conoscenza molto interessanti'. Così in una nota il presidente della provincia GianDomenico Tomei.

'Mi colpisce molto vedere quanto sia in ginocchio una potenza mondiale come la loro, chiudere impianti di produzione, attività commerciali, bloccare il turismo da e verso la Cina, sono gli indicatori di una situazione davvero emergenziale. Ora la priorità è quella di garantire assistenza e cura alle persone, poi si farà una stima del danno economico - continua Tomei -. A margine di tutto questo rifletto sul fatto che una città di 11 milioni di abitanti (praticamente 4 'Emilie Romagne') sia blindata e senza supporto medico adeguato.
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Penso al fatto che queste megalopoli concentrino tante persone svuotando le periferie, le campagne, dove per ora pare non vi siano 'problemi'. Ecco, il risvolto della medaglie di quel modello di vita sta proprio qui, in queste situazioni, se da una parte si è vicini ai luoghi della produzione, dei servizi, del 'benessere economico', dall'altro ci si trova maggiormente esposti quando tragedie come queste avvengono nei centri urbani, così densamente popolati. Per contro abbiamo campagne povere, distanti svuotate, senza aspettative di 'crescita'. Sono modelli di vita contrapposto che spesso nascondono delle fragilità. E allora penso, bisognerebbe avere città meno caotiche e periferie più vivibili, più attrattive. Decongestionare gli agglomerati urbani e dare prospettive (servizi, lavoro, opportunità) a chi vive distante. Proprio come a casa nostra'.

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