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Covid: da Unimore due studi pubblicati individuano chi rischia di più

Covid: da Unimore due studi pubblicati individuano chi rischia di più

Condotti dai ricercatori della Patologia clinica studiano l'omocisteina come marcatore di un possibile sviluppo grave della malattia


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È possibile identificare quali possono essere i pazienti maggiormente a rischio di sviluppare la forma più severa di complicanze da COVID19? I ricercatori della Patologia Clinica di UNIMORE, guidata dal prof. Aldo Tomasi, hanno studiato le potenzialità dell’Omocisteina quale marcatore predittivo di malattia Covid severa. I due studi sono stati condotti dal il prof. Giovanni Ponti della Patologia Clinica di UNIMORE  e la dott.ssa Monia Maccaferri, Biologa della Patologia Clinica ha realizzato questo studio in collaborazione con il dottorTommaso Trenti, Direttore del Dipartimento ad Attività Integrata di Laboratorio e la dott.ssa Laura Roli,Dipartimento interaziendale ad attività integrata medicina di Laborarorio.

Gli studi sono stati pubblicati su altrettante riviste scientifiche internazionali (Critical Reviews in Clinical Laboratory Sciences e Medical Hypothesis), e hanno identificato e valutato un nuovo marcatore predittivo di malattia COVID-19 severa e critica per l’insorgenza di complicanze cardiovascolari e renali. Si tratta di un amminoacido solforato presente nel circolo ematico, l’Omocisteina, un marcatore di semplice e facile dosaggio.

“L'omocisteina – ha spiegato il prof. Giovanni Ponti - è un amminoacido che si forma nel sangue. La sua elevata concentrazione è già nota come fattore di rischio cardiovascolare. Visto che il COVID19 ha tra le sue complicanze più severe proprio quelle cardiovascolari, abbiamo pensato di indagare la correlazione tra un’elevata presenza di omocisteina e le complicanze da COVID19.

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Lo studio è stato effettuato su 100 sieri raccolti presso il Laboratorio dell’Ospedale di Baggiovara, diretto dal dottor Tommaso Trenti Che dovranno essere confermati da una indagine estesa a un campione più rappresentativo di pazienti, grazie alla collaborazione dei centri di ricerca di Napoli (Prof. Paolo Ascierto) e di Messina (Prof. Lentini).

“Se i risultati saranno confermati – conclude il prof. Aldo Tomasi  avremo a disposizione un marcatore facilmente identificabile per costruire una mappa del rischio di complicanze'
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