Che i disagi e l'impatto delle demolizioni fosse prevedibili anche al momento di demolire, come sta avvenendo, gli edifici nei pressi delle vie Svizzera, Svezia e Norvegia, si sapeva. I residenti si erano in qualche modo preparati dopo le opere di demolizione che avevano interessato, nei mesi scorsi, il grande cubo nell'area, sempre del comparto Conad in espansione, affacciate su via Finzi e via Spagna, ma nulla poteva fare pensare all'impatto che si sta registrando in questi giorni con la demolizione dei capannoni ex Civ&Civ. Nel video è visibile il collasso di decine di metri di tetto del capannone sostenuto dalle travi di cemento armato. Pompe idrauliche gettano acqua durante le operazioni di demolizione delle strutture portanti, e nelle fasi dei crolli, per evitare la polvere (che comunque arriva tra le case), ma il problema è quello dei movimenti, simili a scosse di terremoto sugli edifici.
'Chiaramente le autorità erano già state interpellate ai tempi delle prime demolizioni e in queste ore abbiamo nuovamente segnalato il problema. La demolizione era prevista ma non con questa modalità così impattante. Ci saranno delle tecniche per evitare di fare cadere a terra, da dieci metri di altezza, intere campate di cemento armato o comunque di attutirne l'impatto al suolo che oggi fa tremare tutto. Se ci sono chiediamo siano adottate'. - afferma Chiara, residente. Diversi cittadini delle vie adiacenti all'attuale tratto di cantiere di demolizione, sono scesi in strada, come capita durante un terremoto. 'Nella mia abitazione si sono create delle crepe esterne.
'Abito qua da poco - afferma Marco - conoscevo del progetto di espansione del Polo Conad, ma non pensavo a un tale impatto. Mi occupo di compatibilità ambientale per le aziende e credo che non esista altra città in Italia ove si decida di costruire ex novo capannoni per un polo industriale all'interno dell'anello della tangenziale e di fatto nel cuore di un quartiere residenziale, prevedendo tra l'altro il transito e la sosta di migliaia di camion. Il Comune di Modena sta andando nella direzione opposta rispetto a quelli che dovrebbero essere gli indirizzi di una moderna società che guarda alla vivibilità e alla compatibilità ambientale. Anziché all'ambiente qui si sta pensando ad aumentare traffico e inquinamento'.
Gianni Galeotti


