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Crollo Ponte Samone: 18 mesi fa completati i lavori di consolidamento delle pile

Crollo Ponte Samone: 18 mesi fa completati i lavori di consolidamento delle pile

L'intervento commissionato dalla Provincia di Modena concluso a luglio 2019 era dedicato al ripristino delle murature delle pile di sostegno. Domenica il crollo. Come è possibile?


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La pila di sostegno di un ponte che cede a soli 18 mesi dal completamento dei lavori di manutenzione consolidamento. Come è possibile? E' questa la domanda alla quale sarà necessario dare risposta di fronte a quanto di grave e pericoloso è successo domenica, durante la piena del fiume Panaro, a Ponte Samone, sulla strada provinciale 26, al confine tra Pavullo e Guiglia. Dove proprio la pila centrale è crollata. Non del tutto. Il cedimento, come mostrano le immagini che riproponiamo e che lo documentano, è avvenuto a causa del distacco di una grossa porzione di manufatto, in grado oggi di compromettere stabilità e tenuta dell'intero ponte. Che cosa garantisce che nonostante le opere di manutenzione ed il consolidamento un'altra di quelle pile sia nelle medesime condizioni di cedere. E, appunto, come è possibile che una struttura oggetto di manutenzione e lavori di consolidamento non sia per nulla solida e ceda?
Eppure è successo. Nonostante i lavori. Quelli della provincia. Distribuiti in due stralci. Il primo nel 2018 dedicato dichiaratamente al consolidamento delle pile dell’infrastruttura, con un investimento da parte della Provincia di Modena, ente responsabile, di 30 mila euro. Seconda parte nel giugno 2019, con lavori protrattisi fino a luglio.
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A completare il consolidamento avviato l'anno prima, con altri 35 mila euro. Domenica una pila del ponte oggetto dei lavori ha ceduto, interrompendo la strada provinciale e compromettendo stabilità e futuro del ponte stesso. Con un pesante interrogativo su quei lavori che la prima piena ha spazzato via

Cenni storici

L’infrastruttura sul fiume Panaro fu realizzata dalla Provincia nel 1947 sulle pile del ponte ottocentesco, distrutto durante le guerra, ed entrato in servizio solo agli inizi del secolo scorso, quando venne finalmente aperta la strada Gainazzo-Ponte di Samone-Castagneto di Pavullo, diventata provinciale nel 1960.

Il ponte è lungo oltre 100 metri con sei campate; è costruito in calcestruzzo con murature e rostri circolari in pietra lavorata.

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