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Covid, negli ospedali modenesi 23 ricoverati, metà vaccinati e metà no

Covid, negli ospedali modenesi 23 ricoverati, metà vaccinati e metà no

In tutti i casi si tratterebbe di soggetti estremamente fragili. I vaccini funzionano per limitare le ospedalizzazioni, ma l'alto numero di vaccinati aumenta in percentuale anche i casi


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Premessa doverosa nel momento in cui si riportano dati che confermano un aumento percentuale dei soggetti vaccinati ricoverati in ospedale. Mano a mano che si procede con la vaccinazione il numero assoluto dei vaccinati ricoverati aumenta perché aumenta la platea di riferimento, che costituisce la stragrande maggioranza della popolazione. Inoltre c'è il fattore età. L'effetto indiscusso dei vaccini sul fronte della riduzione degli effetti gravi del contagio e sulle ospedalizzazioni (che continuano ad essere ridotte nonostante l'aumento dei contagi) si ferma o non influenza il decorso clinico di soggetti pluripatologici e fragili, in numero maggiore tra gli anziani, per i quali il covid rende grave o fatale, un quadro di fragilità complesso e che porta alla morte, anche non direttamente, ma solo indirettamente, a causa del Covid. Come detto, oggi, per l'effetto del vaccino, nonostante l'incremento dei contagi, a Modena i ricoverati nelle strutture dell'azienda azienda ospedaliera rimangono bassi, ampiamente sotto la soglia di allerta: 23 quelli ricoverati per cause collegate al covid. Di questi due sono in terapia intensiva. Un soggetto vaccinato, molto fragile, e un non vaccinato. Altri due soggetti sono in terapia sub intensiva, e si tratta di due vaccinati con forti fragilità.
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Nell'insieme dei ricoverati, ad oggi, sia in regime ordinario che in sub intensiva e terapia intensiva la divisione tra vaccinati e non vaccinati è della metà. Una percentuale che se posta in relazione al numero assolutamente predominante dei vaccinati rispetto ai non vaccinati, esprime ugualmente l'efficacia dei vaccini. Ovvero se il numero assoluto di non vaccinati, oggi a circa 8 milioni esprime un numero di ricoverati pari a quello dei vaccinati, di circa 46 milioni, allora è chiara anche l'effetto del vaccino nella riduzione dei casi gravi nella 'categoria' dei vaccinati.

Venendo ai dati forniti oggi dall'Azienda ospedaliera, in parte già riportati, questo il quadro

Sono 25 i pazienti con tampone positivo ricoverati oggi in Azienda Ospedaliero - Universitaria, tutti al Policlinico, 2 dei quali in terapia intensiva, 2 in sub-intensiva di cui uno vaccinato.

23 pazienti sono ricoverati per le conseguenze del Covid-19, mentre i restanti 2 per altre patologie, con riscontro occasionale di tampone positivo.

L’età media dei pazienti ricoverati per le conseguenze del Covid è 70 anni. L’età media dei pazienti vaccinati è 79,9 anni, quella dei non vaccinati 59,27.

L’età media dei pazienti ricoverati tra Terapia Intensiva e Sub Intensiva è 68,75 anni.
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