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Furto identità digitale, boom a Modena. Udicon: 'Colpiti anche noi'

Furto identità digitale, boom a Modena. Udicon: 'Colpiti anche noi'

Paldino: 'Io stesso sono stato vittima di 'questo reato e risolverlo non è stato facile'


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Allarme furti d’identità anche a Modena. Social network, email, conti correnti online. La quasi totalità dei cittadini, oggi, utilizza lo smartphone o il personal computer per accedere al web ed entrare nei profili personali da cui, di fatto, controlliamo la nostra quotidianità, compresi i pagamenti e la gestione del risparmio.
Questo determina un flusso costante di dati personali e password che vengono trasmesse sulla rete internet. La presenza imponente di queste informazioni sensibili ha determinato la nascita di pericoli un tempo sconosciuti: il principale è rappresentato dal furto dell’identità digitale, vale a dire, la sottrazione delle proprie informazioni personali da parte di malintenzionati particolarmente esperti in servizi digitali e informatici.
Tra le tipologie di inclusione più comuni c’è il phishing: in pratica, i malfattori spingono gli utenti a fare login su finte piattaforme che replicano quelle originali (come nel caso dei siti delle banche), con lo scopo di rubare dati e password, per poi sostituirsi al proprietario originario. Questo determina, spesso, furti di denaro e azioni illegali sotto mentite spoglie.
Da diverse settimane Udicon Emilia-Romagna sta raccogliendo diverse segnalazioni relative a furti d’identità digitale anche sul territorio modenese.
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Il fenomeno è esploso ulteriormente in fase pandemica, con l’incremento di tempo passato dai cittadini sul web.
“Io stesso sono stato vittima di questo reato e risolverlo non è stato facile – spiega il presidente di Udicon Emilia-Romagna, Vincenzo Paldino -. Il furto d’identità digitale è un fenomeno criminoso punibile dalla legge, che si articola in diverse fasi, ovvero: l’ottenimento delle informazioni personali della vittima; l’interazione con i dati rubati; e l’utilizzo delle informazioni personali illecitamente ottenute per commettere ulteriori reati, non necessariamente contro il patrimonio, ma anche ad esempio diffamazioni o minacce in rete. Cosa fare? Sicuramente sporgere immediatamente denuncia alla Polizia Postale, anche se purtroppo non sempre tutte le situazioni vengono prese in carico, probabilmente per carenza di organico”.
A proposito, e per evitare brutte sorprese, Udicon, suggerisce alcuni accorgimenti per non incappare nel furto dell’identità digitale. “Il primo – prosegue Paldino – è attivare sui social e nei siti delle banche l’autenticazione a più fattori, con l’invio di codici di verifica sia sul cellulare che sulla mail. Altro consiglio è di non utilizzare la stessa password per tutti i social e i servizi digitali a cui siamo iscritti; meglio ancora se scegliamo parole complesse con simboli e numeri.
Altro suggerimento è di non cliccare mai su mail sospette in cui ci viene chiesto di identificarci: ricordo che nessuna banca e nessun social network invia richieste di questo tipo. Infine, puntiamo sempre a installare un buon programma antivirus sul nostro computer. Come associazione siamo particolarmente attenti a questo fenomeno e siamo disponibili a raccogliere tutte le segnalazioni per aiutare i cittadini nel fare denuncia e riappropriarsi della propria identità”.
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