Paolo Giovagnoli si è insediato questa mattina ufficialmente nel suo ruolo di procuratore capo a Modena dopo la decisione all'unanimità di febbraio del plenum del Csm sul ricorso alla nomina di Lucia Musti.
Giovagnoli è stato sostituto procuratore a Bologna, procuratore capo a Rimini ed ha avuto un ruolo centrale nella Direzione distrettuale Antimafia. Fu proprio Giovagnoli a seguire le indagini dell'antiterrorismo sulla morte di Marco Biagi, morte che domani verrà commemorata in città insieme a quella di Aldo Moro nel giorno dedicato alle vittime del terrorismo.
'Quello della criminalità organizzata è un problema complesso e particolarmente presente a Modena' - ha detto questa mattina Giovagnoli nella sua breve presentazione alla stampa dove ha dichiarato di essere un amante della montagna e dell'appennino. Non a caso in quello bolognese, Giovagnoli ha anche casa.
La sua scrivania è sgombra e le pareti dell'ufficio che fino a qualche giorno fa portavano i segni personali e professionali del suo predecessore è tutto da riempire. Anche se i fascicoli aperti, se non materialmente sulla scrivania, sono già presenti nella mente di Giovagnoli che nei giorni scorsi ha avuto modo di fare il punto della situazione. Un punto che questa mattina Giovagnoli ha tracciato anche con i vertici del tribunale e del mondo dell'avvocatura, con il quale Giovagnoli dichiara di avere un dialogo ed un confronto aperto. 'L'avvocatura è una parte essenziale nel processo di realizzazione e di messa in pratica della giurisdizione. Per questo il dialogo, l'ascolto, il confronto per affrontare e possibilmente risolvere i problemi'


