Il killer del capotreno? Era stato fermato dalla polizia locale, ma agenti non hanno accesso a banca dati
Il Sulpl: 'Ad oggi gli Agenti e gli Ufficiali della Polizia Locale a Bologna e in ogni altra realtà italiana, non hanno accesso automatico alla banca dati Sdi'
10 gennaio 2026 alle 12:55
2 minuti di lettura
Marin Jelenic, il 36enne croato accusato di avere ucciso il capotreno Alessandro Ambrosio era stato fermato dalla polizia locale del Comune di Bologna poichè stava facendo i bisogni all'aperto, ma gli agenti non possono accedere alla banca dati che contiene i precedenti. Queste frasi, pronunciate in Consiglio comunale a Bologna, sono dell'assessore alla Sicurezza Matilde Madrid.Parole riprese dal Sulpl. 'Come è ben noto sia all’assessore che al sindaco sono decenni che la Polizia Locale aspetta una riforma di categoria che possa di fatto equiparare nei diritti e nelle tutele, oltre che concedere agli Agenti, le stesse strumentazioni e banche dati complete delle forze di polizia statale - afferma Luca Falcitano, segretario regionale Sulpl -. Ad oggi gli Agenti e gli Ufficiali della Polizia Locale sia a Bologna, ma come in ogni altra realtà italiana, non ha accesso automatico alla banca dati SDI e quando occorre effettuare un controllo su strada dei precedenti di una persona, significa attivare la propria centrale operativa, che chiederà il controllo con una telefonata alle altre forze di polizia statale.
Tutto questo si tramuta in attesa di alcuni minuti (e forse più) per coloro che sono sottoposti a controlli di polizia da parete della Polizia Locale'.'Questo problema è noto da decenni, da chi governa una città come Bologna, ci aspettiamo un’assunzione diretta di responsabilità non attraverso “richieste di risposte dal governo” ma con un contributo diretto da parte dei vari parlamentari emiliano-romagnoli, che anche alla luce di episodi come questi, dovrebbero spingere per accelerare la riforma della Polizia Locale, con un contributo diretto e decisivo che possa sbloccare la riforma ferma in parlamento. Il Sulpl ha già provveduto a inoltrare a maggioranza e opposizione le proposte necessarie a garantire una riforma che possa equiparare nei diritti nelle tutele e nelle strumentazioni la Polizia Locale alle altre forze di Polizia'.'Di certo non si può erigere a “salvatrice” della categoria” chi predica bene, ma poi non concede agli Agenti di Bologna le strumentazioni importanti come il Taser e di fatto sta bloccando il riconoscimento dei riconoscimenti contrattuali come richiesto a più riprese dai sindacati. E’ ora che sia dal territorio che a livello nazionale si riconoscano i giusti e doverosi riconoscimenti alla Polizia che più di tutte è vicina al cittadino, una Polizia Locale che di certo soprattutto a Bologna rappresenta uno strumento di prossimità necessario a garantire la sicurezza urbana, ma che paga scelte politiche che non garantiscono a chi indossa una divisa di poter lavorare in sicurezza e con i giusti riconoscimenti.
Come Sindacato siamo a disposizione di tutti i partiti politici per portare il nostro contributo di chi indossa una divisa e lavora in strada, ma si evitino strumentalizzazione sulla Polizia Locale'.
Redazione Pressa
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