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In regione 128.000 seconde dosi, di questo passo sarebbe immunità tra 3 anni

In regione 128.000 seconde dosi, di questo passo sarebbe immunità tra 3 anni

Dopo 45 giorni dal via alle vaccinazioni, solo il 2,8% del 75% della popolazione (percentuale indicata per l'immunità), ha ricevuto la seconda dose


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Il dato, così, farebbe paura, ma anche preso al netto di tanti elementi e considerazioni (come la previsione dell'aumento, annunciato come prossimo, sia del numero dei vaccini disponibili sia delle forniture), quantomeno preoccupa. Partendo proprio dai numeri delle vaccinazioni aggiornato alle ore 14. Dall'inizio della campagna vaccinale, ai primi di gennaio, e considerando 45 giorni di vaccinazioni, risulta che delle 298.601 dosi totali somministrate, 128.065 sono seconde dosi. Dato, quest'ultimo, che corrisponde ai soggetti ufficialmente immunizzati. Un numero che pur considerando il 75% della popolazione regionale (percentuale da raggiungere per ottenere la cosiddetta immunità di gregge), e pari a 3.375.000, corrisponde al 2,8%. Nemmeno 3 persone su 100, a 45 giorni dall'avvio delle vaccinazioni hanno completato il ciclo vaccinale con le due dosi previste. Ciò significa che se in Emilia-Romagna la campagna vaccinale continuasse a mantenere questo ritmo ci vorrebbero 1186 giorni, ovvero più di tre anni, per completare, il ciclo vaccinale, con due dosi, per il 75% della popolazione.

E' chiaro che si tratta dello scenario peggiore, che già potrebbe essere scongiurato nei prossimi giorni e settimane, con l'apertura dei nuovi punti vaccinali in ogni provincia ma soprattutto con la garanzia delle forniture e con l'arrivo di nuovi vaccini sul mercato.
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Scenario, quest'ultimo, che si scontrerebbe comunque con la necessità, tutt'altro che scontata, di triplicare se non quadruplicare, il personale a disposizione nei centri vaccinali. Punto sul quale, su specifica domanda da noi posta, il Direttore Generale Ausl Antonio Brambilla ha tranquillizzato. 'Abbiamo investito molto anche sul personale amministrativo, fondamentale sul fronte della privacy, della registrazione e per garantire il piano funzionamento di un centro come quello di Modena. Le maggiori difficoltà si potrebbero registrare nell'organizzazione di tutti i centri vaccinali periferici di distretto, della bassa e della montagna. Ma nel momento in cui i vaccini aumentaranno, saremo pronti' 



Nel frattempo continua, come detto, la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase (sulle 4 previste), riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dagli 85 anni in su (dal 1^ marzo prenotazioni aperte anche per quelle dagli 80 agli 84 anni).

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