La loro struttura di base è l’ospedale cittadino di Noviy Rozdil, località di circa 35mila abitanti posizionata a 40 chilometri a sud di Leopoli, nella zona occidentale dell’Ucraina. In questa cittadina, nelle settimane immediatamente successive all’invasione russa, si è concentrata l’attività della Onlus modenese Porta Aperta che, dopo alcune missioni umanitarie, è andata oltre costruendo un progetto per portare expertise al personale medico e sanitario del posto. La sinergia con l’AOU è stata concretizzata nel giro di poche settimane e in questo modo le due professioniste sono potute arrivare a Modena già nel corso di questo mese.
«Abbiamo stilato un programma con la Dottoressa Giovanna Fabbri, dirigente facente funzione di questa unità di medicina riabilitativa, in modo da permettere alle professioniste ucraine di cogliere le informazioni maggiormente utili per loro negli ambiti in cui lavoriamo - spiega la Dottoressa Paola Cavallini, fisioterapista e coordinatrice del personale riabilitativo dell'U.O. Medicina Riabilitativa dell'AOU - La maggior parte del tempo si è sviluppata nei locali della nostra unità operativa, nelle palestre a fianco del reparto che accolgono i pazienti degenti con esiti di lesioni neurologiche e negli ambulatori del piano sottostante dove vengono trattati pazienti con esiti di patologie ortopediche: post chirurgiche, post-traumatiche o neurologiche. Le dottoresse Kucher e Msalaniak hanno frequentato i locali della terapia occupazionale dove hanno svolto attività di compresenza con pazienti in esiti di grave cerebro-lesione e il laboratorio per lo studio e il trattamento della spasticità: LAM. La loro frequenza si è svolta anche negli studi di riabilitazione della mano, presso il policlinico, diretta dal Dottor Danilo Donati, nelle unità operative di Ortogeriatria di Baggiovara e di Ortopedia di entrambi i presidi ospedalieri. Abbiamo cercato di offrire loro le maggiori opportunità di formazione per poi portarle nel loro Paese».
Molto emozionate le due ospiti ucraine al momento del loro ritorno nel Paese di origine.
«Le conoscenze acquisite sono indubbiamente molto importanti per noi - le fa eco la Dottoressa Svitlana Malaniak - poiché la terapia fisica sta solo adesso iniziando a funzionare nel nostro ospedale. Avevamo già molte conoscenze ma ne abbiamo acquisite di ulteriori in questo viaggio.


