Il professore ha ribadito che la radioterapia è una disciplina clinica completa, capace di seguire il paziente “dall’inizio alla fine del percorso di cura, fino ai controlli successivi”, e ha evidenziato l’importanza di un bagaglio professionale che combini competenze cliniche, farmacologiche, biologiche e tecnologiche.
Sul futuro della disciplina, Magrini ha individuato tre pilastri: una solida formazione clinica a fianco del paziente, la conoscenza delle basi biologiche e dei meccanismi molecolari; l’uso crescente di tecnologie predittive in grado di personalizzare la cura sul singolo paziente.
“Modena è un centro di eccellenza – ha affermato – con una dotazione tecnologica molto importante e un gruppo di professionisti estremamente qualificato, impegnato in un approccio multidisciplinare che la colloca tra le realtà più avanzate del Paese”.

L’incontro ha offerto spazio anche ai temi della ricerca e dell’innovazione, aspetti che negli ultimi anni hanno trasformato profondamente l’approccio alla terapia. 'Le nuove tecnologie, ha spiegato Alessio Bruni, 'hanno reso la radioterapia una terapia sempre meno invasiva, rapida e ben tollerata, riducendo il numero complessivo delle sedute e permettendo trattamenti più brevi, sicuri ed efficaci. L’innovazione ha migliorato in modo decisivo l’esperienza del paziente rendendo i trattamenti più veloci e garantendo la massima protezione dei tessuti sani, senza compromettere l’obiettivo principale: colpire il tumore.
Grazie alla collaborazione con oncologi, chirurghi, radiologi e medici nucleari, e con il contributo essenziale di tecnici e infermieri, la radioterapia modenese tratta con successo le patologie più frequenti: tumori della prostata, della mammella, del polmone e del colon-retto, con risultati sempre più efficaci e minori effetti collaterali rispetto al passato'
L’incontro ha confermato che il futuro della disciplina passerà dall’innovazione tecnologica, dalla ricerca clinica e dalla personalizzazione dei percorsi terapeutici. Un futuro che, come emerso dall’appuntamento, a Modena è già cominciato.
A seguire il dott. Ercole Mazzeo ha illustrato lo stato dell’arte della ricerca in Radioterapia a Modena, con particolare attenzione ai progetti innovativi che coinvolgono clinici, fisici sanitari e tecnici specializzati, mentre il dottor Gabriele Guidi ha tenuto una relazione su “Un fondamentale compagno di viaggio: la Fisica Sanitaria”, evidenziando il ruolo chiave della fisica delle radiazioni nella definizione dei piani di cura e nella sicurezza della terapia. L’incontro si è concluso con i closing remarks, ribadendo l’impegno congiunto di Università e Azienda Ospedaliero-Universitaria nel portare avanti un percorso di innovazione continua, formazione avanzata e ricerca traslazionale al servizio dei pazienti.


