Liste d'attesa, piano Ausl con i privati per recuperare 200.000 prestazioni
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Liste d'attesa, piano Ausl con i privati per recuperare 200.000 prestazioni

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Tra carenza e fuga di personale, aumento del 12% delle domanda, prescrizioni inappropriate, sull'attività diagnostica si registra una tempesta perfetta. Frutto di errori, anche di programmazione, che vengono da lontano. Il pubblico chiede aiuto al privato, verso il quale si sta spostando il baricentro della sanità emiliano-romagnola


Liste d'attesa, piano Ausl con i privati per recuperare 200.000 prestazioni
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Un aumento del 12% nella richiesta di prestazioni rispetto all'epoca pre-covid, dovuto anche un numero considerato importante di inappropriatezza nelle richiesta di prestazione, una carenza sempre più grande di personale e di specialisti in grado di erogarle nelle strutture pubbliche. dovuta da un lato al crollo negli accessi e dall'altro dalla fuga di professionisti spessa dal pubblico al privato. E' una tempesta quesi perfetta, generata da condizioni e da politiche sanitarie non di oggi, ma che oggi arrivano al pettine, quella che si sta abbattendo sulle liste di attesa, in particolar modo della provincia di Modena. E se l'impossibilità per molti ambiti della diagnostica e delle visite specialistiche, di avere appuntamenti in tempi se non brevi quanto meno accettabili, sposta sempre più persone verso il privato e al boom di assicurazioni private, è proprio verso al privato che anche le aziende sanitarie modenesi hanno deciso di puntare per affrontare e almeno ridurre i tempi di attesa.

Obiettivo, recuperare almeno 200.000 prestazioni che a livello provinciale costituiscono un surplus che allunga i tempi e fa andare in tilt un sistema che, è sempre più evidente, soffre anche della mancanza di una adeguata organizzazione. Sulla quale intende intervenire il Piano di Riduzione delle liste di attesa presentato dai responsabili sanitari dell'Ausl, dell'azienda ospedaliera universitaria e dell'ospedale di Sassuolo, ai Sindaci e alle Organizzazioni sindacali confederali, nel corso della seduta della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della provincia di Modena.

Esattamente si tratta di un Piano di riordino dell’offerta di specialistica ambulatoriale stilato dalle Aziende sanitarie modenesi sulla scorta delle linee guida regionali e che si basa sul supporto e dell'incremento delle prestazioni da parte del privato accreditato. 
Noi la abbiamo chiamata tempesta perfetta e per rendere l'idea della portata delle criticità la direttrice generale Ausl Anna Maria Petrini, l'ha definita una vera e propria pandemia, che impatta in maniera importante sulla programmazione sanitaria.

Con un gap sempre pià ampio tra domanda e offerta.

'Le aziende sanitarie hanno lavorato insieme al privato accreditato, in un percorso di analisi e confronto per la messa a punto del Piano, che prevede una serie graduale di interventi in particolare volti al miglioramento dei percorsi di presa in carico, alcuni dei quali già in essere, anche grazie all’introduzione di prestazioni in telemedicina, con lo scopo ultimo del contenimento dei tempi di attesa delle prestazioni' - ha affermato il Direttore Sanitario dell'Azienda Ausl di Modena, Romana Bacchi.

'Sono molteplici le direttrici su cui si sta lavorando per raggiungere l’ambizioso obiettivo: da un lato prosegue la costante ricerca di professionisti, risorsa primaria per l’incremento delle prestazioni da inserire in agenda, dall’altro lo sguardo è rivolto al miglioramento sul medio e lungo periodo dei percorsi di appropriatezza e presa in carico, per ottimizzare il flusso di richieste a CUP. Complessivamente si sta lavorando per un incremento di offerta stimata in +200mila prestazioni a livello provinciale, da attuare progressivamente in modo commisurato alle risorse disponibili, e una pianificazione delle disponibilità sul lungo periodo, in modo dinamico rispetto alle richieste. Come detto, il Piano viene realizzato grazie alla collaborazione coordinata tra le strutture pubbliche e il privato accreditato al quale si è chiesto un contributo non solo in termini di prestazioni aggiuntive, ma anche di presa in carico degli accertamenti necessari al completamento diagnostico in seguito a una prima visita. Per quanto riguarda la difficoltà nel reperimento di personale specializzato, soprattutto in alcune branche come l’oculistica, la dermatologia, la fisiatria e la radiologia per quando riguarda la specialistica, che si aggiungono alle carenze negli ambiti di assistenza ospedaliera (emergenza-urgenza, ginecologia e anestesiologia e la radiologia), le Aziende sono costantemente impegnate nel reclutamento delle risorse necessarie a garantire le progettualità'.

Tra i pilastri del Piano, il rafforzamento della presa in carico della cronicità, con le Case della Comunità come luoghi deputati alla risposta di prossimità e l’introduzione di nuove figure come l’Infermiere di Comunità, sempre più presente sul territorio provinciale; il supporto “smart” garantito dalla telemedicina, con il monitoraggio a distanza e la telerefertazione, che consente di avvicinare l’assistenza primaria ai luoghi di vita dei cittadini; nonché il potenziamento del progetto “Specialista on Call”, che mette in rete medicina generale e specialisti per un consulto puntuale sui casi clinici. Ad oggi sono 18 le branche coinvolte nel progetto, in graduale espansione: l’ultima ad aggiungersi è la Pediatria, consentendo così un confronto ancora più strutturato tra Pediatri di libera scelta e Pediatri ospedalieri.

Altro versante di intervento è quello che riguarda Catalogo interaziendale delle prestazioni richiedibili in urgenza, in costante aggiornamento e perfezionamento. Importante strumento a disposizione dei Medici di medicina generale per la gestione di problematiche che necessitano di indagini in tempi brevi, esso definisce criteri clinici e percorsi di accesso a visite ed esami condivisi a livello provinciale tra tutti i professionisti coinvolti in ciascuna urgenza, con l’obiettivo di favorire l’appropriatezza clinica e organizzativa e migliorare la tempestività di risposta ai bisogni di salute del cittadino.

Appropriatezza dei percorsi, prossimità e presa in carico delle cronicità, dunque, per un Piano che non inizia oggi, come mostrano gli investimenti fatti negli ultimi anni a livello strutturale, con nuove Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Hospice, l’espansione dei punti di Infermieristica di Comunità e il lavoro sul miglioramento tecnologico sia informatico che biomedico.

Oltre a esami e visite, il Piano contiene anche azioni a favore dell’incremento della chirurgia ambulatoriale: anche su questo ambito le Aziende stanno lavorando da tempo per l’ottimizzazione e la massimizzazione delle piattaforme chirurgiche, con il coinvolgimento attivo della Casa della Comunità Regina Margherita di Castelfranco Emilia, che va ad aggiungersi ai presidi ospedalieri di Mirandola, Carpi, Modena (Policlinico e Baggiovara), Sassuolo, Vignola e Pavullo.

SPECIALISTA ON CALL

Nato come progetto sperimentale su alcuni distretti, da quasi quattro anni lo Specialista On Call (SPOC) è attivo su tutta la provincia: si tratta di un numero unico provinciale pensato dall’Azienda Usl di Modena con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Ospedale di Sassuolo Spa e la collaborazione degli specialisti del territorio, a disposizione dei medici di medicina generale (MMG) e ora, anche dei pediatri di libera scelta (PLS). Il numero consente loro di contattare direttamente gli specialisti, ancor prima di fissare una visita in presenza: si fornisce così un supporto operativo, efficace perché immediato, per la gestione quotidiana dell’attività clinica, in quanto è possibile condividere percorsi di assistenza dei pazienti.

Uno strumento pratico, dunque, pensato per portare un miglioramento nel sistema dell’offerta sanitaria, in quanto si riducono i primi accessi dei cittadini dagli specialisti e si approfondisce, sin dal primo incontro con il medico di famiglia, il percorso diagnostico. 6600 le chiamate negli 11 mesi del 2023, prima dell’attacco hacker.

Diverse le specialità consultabili tramite SPOC: Cardiologia, Centro cefalee, Centro terapia anticoagulante orale (CTO), Diabetologia, Sanità Pubblica, Endocrinologia, Endoscopia, Farmacia, Gastroenterologia, Infettivologia, Nefrologia, Neurologia, Pneumologia, Pronto Soccorso/Medicina di emergenza-urgenza, Otorinolaringoiatria (ORL), Reumatologia, Urologia e, novità recente, Pediatria.

Nella foto, l'aula della Provincia di Modena, sede della riunione della CTSS di Modena

Gianni Galeotti
Gianni Galeotti

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consiglie..   Continua >>


 


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