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Luoghi pubblici con Green Pass: non obbligatorio per i controllori

Luoghi pubblici con Green Pass: non obbligatorio per i controllori

La conferma dal Comune di Modena: la normativa non prevede nessuna verifica da parte dell'ente locale e del gestore. Il paradosso dilaga, da privato a pubblico


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Anche chi lavora all'interno di luoghi pubblici o in occasione di eventi culturali e di spettacolo, anche all'aperto, nei quali l'accesso è oggi vincolato all'obbligo di possedere e mostrare il Green Pass (a Modena dal cinema all'aperto alle biblioteche, dagli spettacoli dei giardini d'estate, ai musei), non è soggetto allo stesso obbligo, ma non solo: non è soggetto a nessuna verifica da parte dell'ente locale o dei soggetti gestori di quei luoghi. La conferma arriva, in risposta ad un nostro quesito, in queste ore, dal Comune di Modena, interpellato rispetto ai dubbi avanzati da più fronti (senza distinzione tra possessori di Green Pass o no), in merito a quello che appare a tutti gli effetti un paradosso. Sia visto dal piano giuridico sia da quello della salute pubblica. Un paradosso dato dal fatto che chi, vaccinato, si presenta con green pass per accedere ad uno spettacolo all'aperto anche su suolo pubblico, o ad una biblioteca comunale, non solo non ha ma non può nemmeno chiedere di avere la garanzia che chi in quel momento chiede e controlla il suo green pass, così come le persone che in quel luogo vi lavorano, siano sottoposti allo stesso obbligo e siano, appunto, in possesso del Green Pass.
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Se questo appare paradossale per i luoghi privati, bar e ristoranti al chiuso (su La Pressa ce ne eravamo occupati nei giorni scorsi), appare tantopiù tale se si parla di luoghi pubblici. Eppure, a meno di smentita, è così. A domanda il Comune di Modena, tramite il suo ufficio stampa, risponde: 'In merito alla vostra richiesta relativa a informazioni sul possesso del Green Pass da parte di figure per le quali l'attuale normativa non prevede, al momento, verifica da parte dell'ente locale o dei soggetti gestori di quei luoghi, la risposta non può che essere che il Comune di Modena non ha titolo per richiedere e diffondere questo tipo di informazioni'.

La risposta si rifà alla normativa nazionale che non prevede alcuna verifica sugli operatori di quei luoghi, e alla quale l'ente locale si adegua, ma ciò non significa che il problema rimane. Anzi, il problema, dopo tale risposta, appare ancora più evidente. Per tutti, vaccinati e non vaccinati, con o senza green pass. Un problema, nell'applicazione dello strumento, che oltre ad un risvolto giuridico, influisce direttamente anche sul presupposto (giusto o sbagliato, efficace o non efficace, che lo si ritenga), della tutela della salute pubblica.
Perché così (al di là delle discussioni sulla legittimità costituzionale o meno del green pass o il rispetto delle indicazioni europee, e del fatto che i vaccinati possano contagiarsi e contagiare), cade anche la garanzia offerta ai possessori di green pass, di accedere a luoghi riservati a soggetti vaccinati ed in possesso del green pass.
Cade il presupposto stesso del Green Pass, se chi pur dotato di mascherina, controlla il mio Green Pass, non ce l'ha a sua volta. E si afferma una profonda discriminazione sul piano dell'obbligo stesso, nel momento in cui si affida a lui/lei, senza green pass, il diritto/potere di controllare i green pass degli altri e consentirne o meno l'accesso, negando contestualmente non solo agli utenti/clienti con green pass, ma anche al Comune che nella figura del sindaco ha la responsabilità della tutela della salute pubblica, di verificarne il possesso, a garanzia di tutti. Si tratta di un vulnus che va ben al di là dello sterile e strumentale dibattito tra no e si vax e che sarebbe necessario, in tempi brevi, anche prima della scadenza del Decreto, risolvere.

Gi.Ga.
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