Momenti di tensione all'interno dell'area Nomadi di San Matteo, prima dello sgombero del 6 marzo scorso. Ad essere presa di mira da minacce da parte di un uomo che vi alloggiava in una roulotte, la troupe della trasmissione Fuori dal Coro, di Rete 4 giunta all'interno dell'area comunale dove abitavano i giovani che il 28 febbraio scorso viaggiavano sull'auto che ha centrato in pieno l'utilitaria in cui una si trovava una donna di 89 anni, deceduta nell'impatto. A bordo anche due minori accusati di omissione di soccorso e di resistenza a pubblico ufficiale, essendo fuggiti dopo l'impatto insieme al 20enne alla guida senza avere mai conseguito la patente.
Uno di loro, dopo essere stato riaffidato alla famiglia che lì alloggiava, si è mostrato ugualmente aggressivo, con insulti e provocazioni rivolte ai giornalisti e alle istituzioni: 'Vaff....agli italiani' ha detto a telecamere accese oltre ad altri particolari, ben più significativi, che oltre ad un degrado impressionante fatto di tonnellate di rifiuti anche nei pressi del tavolo in cui l'adulto e il ragazzo stavano mangiando: 'Mio padre è in carcere e io non vado a scuola'.
Nonostante il quadro complessivo di povertà sociale, educativa e di devianza, il minore è stato riaffidato al proprio nucleo familiare. Una decisione che seppur non contestabile, solleva quantomeno interrogativi. La normativa italiana sulla tutela dei minori richiede che l’affidamento avvenga solo in presenza di un ambiente idoneo alla crescita, alla sicurezza e alla formazione del dei ragazzi. E se nel caso specifico ci potrebbe essere la possibilità, legata al trasferimento provvisorio dei nuclei familiari nelle aree della parrocchia di San Pancrazio, per il superamento delle condizioni ambientali, necessità di ben più elevati cambi la condizione di povertà educativa e del contesto familiare.


