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Aree nomadi: dal Comune 100.000 euro all'anno per manutenzioni e riparare danni

Aree nomadi: dal Comune 100.000 euro all'anno per manutenzioni e riparare danni

Ancora forti criticità e problemi di sicurezza nella fotografia dell'assessore sulle microaree cittadine. E sui controlli amministrativi e di Polizia risponde: 'Nessuno, non sono stati richiesti'


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A quasi dieci anni dalla loro realizzazione, le micro‑aree destinate ai nuclei sinti modenesi presentano ancora criticità rilevanti sul fronte della sicurezza, degli impianti e della densità abitativa. E' quanto è emerso dalla risposta che l’assessore alle Politiche abitative Francesca Maletti, ha fornito alle domande poste nell'interrogazione presentata dal capogruppo Forza Italia Piergiulio Giacobazzi.

Spesa pubblica: 480 mila euro in cinque anni

Secondo i dati forniti dall’assessore, negli ultimi cinque anni il settore Lavori pubblici ha sostenuto 476.335,94 euro di spesa per manutenzioni e adeguamenti nelle aree nomadi.
Le principali voci riguardano in particolare 203.035,59 euro in via Nonantolana 1291 per manutenzioni straordinarie su tre unità immobiliari; 51.433,45 euro in via Cavo Argine 112 per lavori di manutenzione ordinaria su edifici pubblici e sociali; e 221.866,90 euro in via Django per il rifacimento degli impianti elettrici e idrici manomessi, modfificati e ditrutti dall'incendio che ne conseguito. Paga il Comune.

Scarichi fognari ed impianti elettrici non a norma per modifiche e manomissioni successive al 2017

Dopo avere specificato come l’esperienza modenese relativa alla chiusura dell'ex grande campo di via Bacelliera e la sua sostituzione con un numero maggiore di aree più piccole contribuì a quello che la regione definì poi nella legge regionale
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n. 11/2015, che stabilisce criteri stringenti per le nuove micro‑aree (distribuzione omogenea sul territorio, collegamenti viari adeguati, distanza da fonti di pericolo, limiti dimensionali dei moduli abitativi, massimo 15 persone per area, impianti a norma, servizi igienici adeguati anche alla disabilità), l'assessore ha dichiarato che gli impianti elettrici, a norma nel 2017, sono stati oggetto di intervenuti autonomi sulle strutture, soprattutto nelle aree più popolate, compromettendone anche la sicurezza. Il caso più grave riguarda via Django, dove le manomissioni hanno contribuito anche all’incendio della cabina elettrica, episodio che ha reso necessario un intervento completo di rifacimento tra il 2024 e il 2025. A spese del Comune.
Sul fronte degli impianti fognari, necessità di adeguamento sono state rilevate in particolare a Saliceta San Giuliano, via Danimarca e via Fossamonda.

Sovraffollamento

La densità abitativa rappresenta un’altra criticità. L’area più problematica è quella di via Django dove il sovraffollamento sarebbe in corso di risoluzione tramite redistribuzione delle famiglie e un progetto di transizione abitativa. Densità superiori ai limiti della legge regionale si registrano anche in via Danimarca, via Fossamonda e via Cavo Argine 86.

L’assessore sottolinea che il Comune sta programmando interventi graduali, ma riconosce che “permangono problematiche”, soprattutto per impianti, sicurezza e sovraffollamento.
Un quadro
che, a quasi dieci anni dalla creazione delle micro‑aree, presenta quegli stessi problemi che avrebbero dovuto essere superati.
Nonostante ciò alla domanda su controlli di carattere amministrativo e di Polizia l'assessore risponde che non ce ne sono stati perchè, ha detto, nessuno li ha richiesti.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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