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Modena, dopo 12 anni il sindaco Mezzetti mette fine allo scempio: sgomberato il campo abusivo sotto la Tav

Modena, dopo 12 anni il sindaco Mezzetti mette fine allo scempio: sgomberato il campo abusivo sotto la Tav

Sgomberata l'area di via Canaletto a San Matteo: a quanto pare gli occupanti abusivi andranno temporaneamente in un'area privata


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Dopo 12 anni il sindaco di Modena Massimo Mezzetti ha messo fine allo scempio del campo nomadi abusivo sotto la Tav. Questa mattina lo polizia locale ha provveduto allo sgombero dell'area di via Canaletto a San Matteo: a quanto pare gli occupanti abusivi andranno temporaneamente in un'area privata. Una soluzione netta trovata all'indomani della tragedia della Crocetta, dove ha perso la vita Antonietta Berselli, travolta da un'auto sulla quale viaggiavano 4 ragazzi che vivevano in quest'area e che stavano fuggendo dai carabinieri.

In pochi giorni trova così soluzione un problema che per oltre un decennio è stato stigmatizzato da opposizioni, cittadini e residenti di San Matteo. Una situazione di totale illegalità che viene sanata con un provvedimento urgente e - a quanto risulta - con un accordo con il proprietario di un terreno privato.
Al momento dell'intervento di oggi nel campo erano presenti sette persone, di cui cinque bambini: fino al mese scorso era presente un'altra famiglia, che si era già trasferita spontaneamente in provincia. Sul posto, questa mattina, oltre alle pattuglie di Polizia Locale erano presenti il vicesindaco Francesca Maletti e la dirigente dei servizi sociali Annalisa Righi.

'Questa mattina la Polizia Locale e i Servizi Sociali sono intervenuti nell’area comunale in località San Matteo: l’insediamento abusivo da oggi non c’è più - spiega il sindaco Mezzetti -.
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Ritengo doveroso sottolineare che il nucleo che si trovava lì è composto da otto persone, sette di queste (due adulti e cinque minori) che si sono allontanate temporaneamente in un’area privata nel territorio. La storia di quest’area è nota a molti modenesi: nel lontano 2014 vi era stata collocata una persona agli arresti domiciliari con provvedimento del tribunale. Con schiettezza e massimo rispetto verso chi è stato colpito dalla tragica morte della signora Berselli, causata dalla guida sconsiderata del ragazzo di 20 anni senza patente che adesso si trova in carcere ma viveva proprio a San Matteo, posso dire che questo fatto ha accelerato un processo che era già in essere perché un altro nucleo aveva già lasciato l’area da mesi per trasferirsi altrove, in provincia. La strada per sanare le illegalità e intervenire non è per forza veloce e vi assicuro che anche da questa vicenda traggo la determinazione di proseguire nell’impegno che ho assunto: la convivenza è fatta di diritti e doveri, agli uni devono corrispondere gli altri e se questo equilibrio viene meno, chi sgarra deve pagare nelle forme previste
dal nostro ordinamento'.
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