Oggi, il trattamento endovascolare delle patologie dell’aorta toracica rappresenta la prima scelta per curare aneurismi, dissezioni e le lesioni traumatiche. Tali procedure “endovascolari” permettono di curare patologie molto complesse con una minima invasività, in passato l’unica soluzione era eseguire estese incisioni chirurgiche molto invasive e gravate da elevate complicanze.
“Quest’anno decorre il 25esimo anniversario dal primo impianto eseguito in Europa, a Modena, di una endoprotesi in aorta toracica – spiega lo stesso Roberto Silingardi – e abbiamo avuto il piacere di ospitare a Modena oltre cinquanta Chirurghi Vascolari del nord Italia con i quali abbiamo valutato i risultati a lungo termine di questa tecnica e discusso problematiche organizzative attuali e prospettive future”.
L’incontro ha rappresentato l’occasione per presentare una importante ricerca sul risultato a lungo termine della correzione endovascolare nei traumi dell’aorta toracica condotta presso la Chirurgia Vascolare Unimore. “Lo studio riguarda pazienti che hanno presentano una rottura dell’aorta toracica a livello dell’istmo – spiega il dottor Stefano Gennai – tale patologia è l’esito di traumi, stradali o cadute da altezze importanti, e pertanto coinvolge maggiormente giovani. La rottura dell’aorta, la più grande arteria del corpo umano, è un evento spesso fatale anche in considerazione della compresenza di fratture e contusioni multiviscerali tipiche dei pazienti traumatizzati. I risultati immediati a favore dell’endovascolare sono noti e pertanto tale trattamento è indicato come prima scelta nelle linee guida europee ed americane. Siamo riusciti a dimostrare – continua il prof. Silingardi – l’efficacia e la sicurezza del trattamento endovascolare anche nel lungo periodo (oltre 15 anni). Le aorte dei pazienti subiscono delle modificazioni nel tempo, ma sono minime ed è stata osservata la quasi totale assenza di reinterventi anche dopo molti anni dall’operazione iniziale”.


