A settembre dello scorso anno il Tar dell'Emilia Romagna aveva già dato il proprio parere negativo e, con una sentenza di tre giorni fa, il Consiglio di Stato ha definitivamente affossato il progetto.
La questione riguarda la deliberazione del Consiglio comunale del Comune di Modena dell’aprile 2024 che approvava la domanda per l'ampliamento del centro aziendale di essiccazione frigo conservazione frutta in stradello Aggazzotti, presentata dalla Cooperativa Modenese Essiccazione Frutta Monterè.
L'operazione era quindi stata approvata durante la giunta Muzzarelli con il voto a favore di Pd, Lega Modena, Forza Italia e quello contrario di Sinistra per Modena, Europa verde-Verdi, Movimento 5 stelle e Modena sociale. Il Tar aveva bocciato il provvedimento e ora il Consiglio di Stato ha deciso di respingere l'appello della Cooperativa.
In particolare, anche secondo il Consiglio di Stato, il Comune non ha svolto un'istruttoria e non ha portato motivazioni sufficienti sulle possibili alternative all'ampliamento previsto e la valutazione del traffico è risultata incompleta e basata anche su opere infrastrutturali future senza tempi certi di realizzazione. Solo per quanto riguarda l'impatto acustico il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di Monterè ritenendo adeguata l'istruttoria tecnica svolta dal Comune e da Arpae e giudicando sufficienti le prescrizioni e i controlli previsti.
Il risultato finale è che resta annullata l'autorizzazione all'ampliamento, il Comune deve riaprire il procedimento analizzando le alternative e il principio del riuso, l'impatto sulla viabilità e il bilanciamento degli interessi coinvolti. Dalla sentenza emerge dunque chiaramente come il difetto individuato non riguardi tanto il merito della scelta finale, quanto la carenza di istruttoria e di motivazione del Comune sulle alternative possibili e sugli effetti dell'intervento sul traffico locale.


