Il convegno riunirà alcuni dei massimi esperti mondiali di chirurgia urologica e di training robotico, con un focus sull’innovazione tecnologica e sui metodi formativi più avanzati: prof. Anthony G. Gallagher, behavioural scientist di fama internazionale e inventore del Proficiency Based Progression Training, riconosciuto come uno dei più efficaci modelli di addestramento chirurgico, Dr. Pawel Wisz, urologo di riferimento per la chirurgia robotica a Varsavia, che porterà la sua esperienza in chirurgia robotica e telesurgery in un centro di riferimento europeo, Dr. Ruben De Groote, chirurgo robotico di fama internazionale ed Editor in Chief di European Urology Surgery in Motion, che presenterà le sue tecniche in chirurgia robotica renale transperitoneale e retroperitoneale, Dr. Elise De Bleser, ricercatrice e clinica belga, esperta di chirurgia robotica single port, che offrirà una prospettiva innovativa sull’approccio anteriore supino, Prof. Giampaolo Bianchi, pioniere con oltre vent’anni di esperienza in chirurgia urologica e insegnamento, che condividerà la sua visione sull’evoluzione della formazione dei giovani urologi.
La Urologia di Modena è stata tra le prime in Italia a dotarsi della tecnologia robotica già nel 2007, sotto la guida del Prof. Giampaolo Bianchi, aprendo una tradizione che si è consolidata e ampliata fino a oggi. Modena è oggi un centro di insegnamento riconosciuto da ERUS (European Robotic Urology Section), della Società Europea di Urologia, di cui il Prof. Stefano Puliatti è responsabile. Qui la chirurgia robotica non è solo pratica clinica, ma anche formazione avanzata, con una lunga storia di programmi educativi rivolti a giovani chirurghi italiani ed europei. Le indicazioni si sono progressivamente allargate: oltre agli interventi oncologici di prostata e rene, vengono oggi eseguite in sede anche cistectomie con ricostruzione intracorporea delle vie urinarie, grazie alla precisione e all’affidabilità della tecnica robot-assistita. Solo negli ultimi tre anni sono stati realizzati oltre 550 interventi oncologici e ricostruttivi, garantendo ai pazienti minore invasività e un recupero più rapido.
Sotto il coordinamento di Stefania Ferretti, responsabile della chirurgia mininvasiva, si sono inoltre


