L’attivazione del Numero Unico Europeo 112 non sostituisce, ma si affianca e si integra con gli attuali numeri di emergenza nazionali (112, 113, 115, 118 e 1530), che continuano a restare attivi. I cittadini, dunque, potranno chiamare il 112 per qualsiasi tipo di emergenza, oppure continuare a comporre i diversi numeri abituali.
Viene così recepita la direttiva dell’Unione Europea indirizzata ad armonizzare i servizi di emergenza, e a permettere a chiunque si trovi sul suolo europeo di effettuare chiamate di emergenza componendo un unico numero di telefono valido in tutti gli Stati membri. Novità che viene introdotta con tempistiche diverse sull’intero territorio nazionale.
Il modello organizzativo messo a punto dalla Regione Emilia Romagna, in collaborazione con il Ministero dell’Interno ed i vertici delle Forze dell’ordine e dei Servizi di emergenza coinvolti, prevede che tutte le chiamate effettuate ai tradizionali numeri di emergenza nazionali (112, 113, 115, 118 e 1530, che continueranno a funzionare esattamente come prima) siano convogliate e prese in carico dalle due Centrali Uniche di Risposta (CUR), collocate una a Bologna e una a Parma, a seconda della provenienza della chiamata.
La centralizzazione delle chiamate, dal punto di vista organizzativo e operativo, è volta ad una gestione coordinata e integrata tra le diverse forze coinvolte. Permette alle CUR di ricevere in tempo reale l’identificativo e di localizzare la posizione geografica dell’utente, riducendo il tempo di intervista del chiamante. Consente inoltre la risposta multilingue e l’accesso alle persone con disabilità, anche dell’udito.
Soddisfatto l'assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi (nella foto), che sottolinea come 'i numeri che stiamo raccogliendo e monitorando continuino a dare riscontri positivi e confermino tempi di attesa di circa tre secondi'.



