Dobbiamo fare un po’ di storia dello sport. Cos’è il cricket? Come molti degli sport moderni, calcio e rugby compresi, nasce in Inghilterra. Si gioca in un campo simile a quello di baseball, con un battitore e un lanciatore e due squadre da 11 giocatori che si scambiano ruolo, dove vince quella che fa più punti (o run). La differenza sta nel fatto che la palla va lanciata facendola rimbalzare su una pedana per colpire dei bastoni (wicket) e il battitore può restare in campo finché non viene eliminato o ha fatto 6 lanci (overs). Il battitore ottiene un 1 punto (o run) se colpisce la palla o il lanciatore lancia troppo avanti la palla o non la lancia sul giocatore, 4 se la palla colpisce il bordo del campo e 6 se va tra il pubblico. E’ uno sport estremamente complicato, con addirittura 6 modi classici per l’eliminazione (per la cronaca sono bowled out, stumped out, leg before wicket, caught out, run out, hit wicket/accidental out).
Secondo il manuale “Cricket”, scritto per la Royal Navy in collaborazione con la National Cricket Association, il futuro re Edoardo III avrebbe giocato ad un certo creag già nel 1300 molto simile al cricket, mentre le regole invece sarebbero state stampate già nel 1744. Per dare una prospettiva, la loro pubblicazione precede di un secolo sia le regole del calcio (1863), del rugby (1871), del basket (1892) e della pallavolo (1895). Insomma, è forse uno degli sport più antichi al mondo.
Proprio come altri sport, quali calcio e rugby, fiorì nei College inglesi come strumento di educazione e si cominciò a diffondere a macchia d'olio con i lavoratori inglesi. Grazie all’impero più grande della storia e ai suoi ufficiali, l’Inghilterra esportò questo sport all’estero, tanto da diventare un simbolo della Gran Bretagna come il tè e la Famiglia Reale.
Forse per la necessità di controllare un territorio così grande con pochi ufficiali coloniali, gli inglesi veicolarono la diffusione dello sport tra l’aristocrazia indiana per “educarla” nel proprio sistema di potere. Fu così che la popolazione locale si appassionò allo sport, anche per dimostrare la propria superiorità rispetto al colonizzatore inglese. Fu così che, come successo in Australia e nei Caraibi, dopo l'indipendenza dall’Inghilterra, il cricket divenne completamente interconnesso col popolo indiano, pakistano, bengalese, singalese e afgano. Ciò permise nel 2008 la formazione dell’Indian Premier League con già un guadagno di 1 miliardo di dollari di fatturato nel suo primo anno. Così è diventato talmente importante, che ancora oggi è usato come strumento diplomatico da India e Pakistan per alzare o ridurre la tensione tra di loro (cricket diplomacy).
Questo ci riporta all’origine.
Forse il lettore li avrà visti, una o due volte, per poi andare avanti e dimenticarselo. Ora, se gli dovesse capitare, si consiglia di restare a dare un occhiata e, conoscendo perché lo giocano, vedere questo magnifico sport svolgersi, anche solo per un istante.
Alberto Avallone


