Sono solo alcuni dei tanti elementi emersi nel corso dell'incontro organizzato ieri sera dal comitato civico per la sicurezza 'Modena merita di più. Sala Giacomo Ulivi piena con gente in piedi per l’incontro “Sicurezza e legalità – La parola alle forze dell’ordine”, impostato come confronto diretto con chi, ogni giorno, opera per la sicurezza dei modenesi: Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Locale, rappresentati rispettivamente da Ottorino Orfello (SAP), Marco Petrucci e Stephan Bencivenga (USIC), ed Elisa Fancinelli (SULPL). A moderare, il coordinatore del comitato, Mattia Meschieri.
Organici: più personale grazie alle ultime assegnazioni del Governo, ma Modena non è più la città del 1989
Uno dei temi posti dal comitato nella discussione è stato quello degli organici. I rappresentanti di Polizia di Stato e Carabinieri hanno riconosciuto che negli ultimi anni il Governo ha invertito una tendenza decennale, aumentando il personale delle forze dell’ordine. Per i Carabinieri diverse decine di nuove unità sono state destinate alla provincia, “per rafforzare soprattutto le stazioni, che rappresentano il cuore della presenza sul territorio”.Per la Polizia di Stato, Orfello (SAP) ha ricordato le due ultime ondate di rinforzi: la prima concentrata sull’Ufficio Immigrazione, la seconda sui commissariati di Carpi e Mirandola, sulla base di una strategia utilizzata dal Ministero dell'Interno secondo cui i nuovi agenti formati nelle scuole di polizia vengono distribuiti sul territorio sulla base dei bisogni e delle priorità più stringenti.
“Gli innesti hanno migliorato la situazione – ha detto Orfello – ma la pianta organica della questura è ancora ferma al 1989. Nel frattempo Modena è cambiata, e i problemi sono cambiati con lei. Il problema non è comunque quello dell'elevazione in fascia A ma quello di avere comunque più unità a disposizione sul territorio'. Dalle parole di Elisa Fancinelli (SULPL) è emersa una criticità diversa: oggi la maggior parte degli agenti, soprattutto quelli di recente arrivo, non è modenese, spesso arriva da altre regioni e fatica a trovare un alloggio, elemento fondamentale che fa scegliere di rimanere qui o di andarsene. “Negli anni ’90 solo 1 o due su 35 non era di Modena.
In tema di zone rosse i rappresentanti dei Carabinieri hanno confermato che funzionano: “Gli spacciatori sono costretti a spostarsi di continuo, ma rispetto al passato hanno perso coordinamento. Non hanno più percorsi prestabiliti e questo ne indebolisce la capacità organizzativa”.
Baby gang, 'maranza' e minori stranieri non accompagnati: “Servono leggi più incisice. Una coltellata è una coltellata, non importa l’età”
Tema caldo anche quello dei reati minorili. Orfello (SAP) è stato netto: “Se prendo una coltellata durante un intervento, non fa differenza se me la dà un 17enne o un 25enne. Le norme oggi non permettono strumenti adeguati per intervenire su minori che commettono reati gravi”.I Carabinieri hanno aggiunto un dettaglio: “In caso di incertezza sull’età, anche se il giovane dimostra fisicamente più anni, la prassi impone di considerarlo minorenne, Senza considerare i costi sociali e l'impegno messo in campo ogni volta in cui per esempio è necessario arrestare un minore.
Minori stranieri non accompagnati: “Non possono essere abbandonati fuori dalle comunità, ma succede”
Dal confronto è emersa anche la necessità di verifiche rispetto alle comunità che ospitano i minori stranieri non accompagnati. “La legge obbliga a percorsi di integrazione e di scolarizzazione e vieta di lasciarli abbandonarli fuori delle strutture ma purtroppo accade. Ed è un problema serio, perché rappresentano una fascia vulnerabile e spesso manipolabile, oltre al fatto che l'obbligo scolastico decade dai 16 anni'.Otto Orfello ha sottolineato come i giovani di seconda generazione figli di immigrati più problematici ricorrono all'acquisto di spray urticante e coltelli, agendo sulla base di modelli e comportamenti spesso tipici e legittimati dalle loro famiglie. 'Modena è pericolosa, mio figlio ha diritto di difendersi' - mi ha detto un giorno il genitori di un ragazzo fermato.
Droghe: “Il mercato esiste anche perché c’è domanda. Chi compra non deve più solo un ‘testimone’”
Anche sul tema droga il rappresentante Sap è è netto e punta su una prospettiva non sempre evidenziata. Il problema è tutto concentrato su chi spaccia ma dovrebbe riguardare anche di chi la droga la acquista. Lo spaccio esiste perché c’è chi compra. Servono norme che intervengano anche sulla domanda”.Posto integrato di Polizia dimezzato: “Lo spazio c’è, la Polizia Locale c’è, la Polizia di Stato no, per scelta politica”
Un capitolo condiviso da Polizia Locale e Polizia di Stato riguarda il punto integrato alle Autocorriere, inaugurato anni fa alla presenza dell'allora Ministro dell'Interno Giorgio Napolitano. Simbolo di presidio di prossimità al servizio del centro storico.“Era un presidio condiviso, efficace, di prossimità – hanno ricordato Orfello e Fancinelli –. Lo spazio c’è ancora, la Polizia Locale è rimasta, con una trentina di unità divisa su più turni comprensivi di servizi specifici nelle ore più frequentate da giovani e studenti. La Polizia di Stato invece no da più di dieci anni. Ciò cancella il posto integrato come tale. Il risultato?'
All'incontro, in platea, erano presenti i consiglieri comunali di centro destra Bertoldi, Giacobazzi, Negrini e Pulitanò.
Gi.Ga.


