La notte copriva tutto: campi, colline, pastori, greggi, viandanti, alberi e fiori. Sembrava una notte come tutte le altre, come le migliaia di notti che dall'origine del mondo scandiscono i ritmi del tempo. Ma quella notte fu spezzata da una luce improvvisa: 'un angelo del Signore si presentò a loro'. Quell'angelo, quel raggio di cielo che aveva già visitato Maria e Giuseppe, ora avvolge di luce i pastori. E il timore si apre alla gioia, le tenebre si rischiarano. Vivremo quest'anno una notte di Natale diversa da quelle degli anni precedenti. Il buio è più fitto, la tenebra più densa. La Notte di Natale di quest'anno pandemico raccoglie simbolicamente le interminabili notti di dolore dei malati e dei loro familiari; le notti insonni del lutto di chi ha perduto persone care, senza nemmeno poterle accompagnare; le notti tormentate di chi ha visto calare o svanire il lavoro e i risparmi; le notti faticose di medici, infermieri e personale sanitario, forze dell'ordine e di vigilanza, responsabili e guide di comunità, professionisti, docenti, educatori, operatori dei servizi essenziali e della comunicazione, volontari.
Come un immenso campo dei pastori avvolto dalle tenebre è il pianeta colpito dal covid-19, dove il dolore è davvero universale: il dolore provocato dal virus, ma anche il dolore svelato dal virus, perché le tenebre già prima avvolgevano il mondo e lo avvolgeranno dopo, quando l'emergenza sanitaria sarà passata. Incombono sempre sulla terra, infatti, le tenebre della povertà, della fame e della sete, della guerra e della violenza, dell'abuso del creato e delle malattie... queste sofferenze sono la dilatazione di quel buio del cuore che si chiama egoismo e genera indifferenza.
La buona notizia è che, in questa coltre ombrosa, irrompe 'un angelo', un fascio di luce. Il Signore si rende presente attraverso tanti angeli in carne e ossa. Nell'ombra del dolore e della morte compaiono gli angeli della speranza, che si fanno prossimi.
L'angelo annuncia ai pastori il grande, unico e incredibile dono di Dio: il Figlio si fa uomo, l'Altissimo diventa bimbo, il Signore delle stelle spunta da una stalla. È necessaria questa luce dal cielo per solcare il buio del nostro cuore, per incoraggiare gli angeli della speranza a spargere raggi di luce, per dare conforto ai più fragili e riportarli a benedire la vita.
Monsignor Erio Castellucci - arcivescovo di Modena-Nonantola e Carpi


