Il codice rosso prevede pene piu' pesanti in casi di violenza sessuale e stalking e aggravanti per maltrattamenti in famiglia o di violenza di genere, immediatezza nelle segnalazioni alla procura, nelle procedure di ascolto delle vittime (entro tre giorni), e nei dispositivi di allontanamento e arresto nei confronti dei violenti e stalker. Uno strumento la cui applicazione, per i suoi elementi di novità, ha generato anche un aumento delle denunce ma, visto l'obbligo di processarle in tempi ristretti, anche un forte sovraccarico sia sulle procure sia sugli uffici degli organi di polizia giudiziaria. Elemento confermato sia dal procuratore aggiunto Di Giorgio, sia del questore di Modena Maurizio Agricola nel corso del convegno sull'applicazione del codice rosso organizzato in Questura a Modena alla presenza degli esponenti delle forze di polizia e del direttore del Pronto soccorso del Policlinico di Modena, Antonio Luciani.
A quest'ultimo il compito di elencare i numeri della violenze registrate in provincia di Modena ed arrivate nei pronto soccorso. Circa 300 a Modena più di 800 in provincia nel suo complesso, nello scorso anno. Dato stabile negli ultimi anni ma da bollino rosso se si considerano i casi in termini assoluti
Dati che spesso ne nascondono altri, quelli relativi alle violenze non denunciate. Ma in questo senso la formazione sul tema sia delle forze dell’ordine sia del personale medico, si è sempre più specializzata in una rete di supporto importantissima a favore di chi decide di denunciare. Insomma il codice rosso funziona, a detta di chi sul fronte giuridico e di pubblica sicurezza è chiamato ed applicarlo.
Nel video le dichiarazioni di Antonio Luciani, Direttore Pronto Soccorso Policlinico di Modena, Maurizio Agricola, Questore di Modena, e Giuseppe Di Giorgio, Procuratore aggiunto Modena

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