Il percorso dura 12 mesi, a cui segue un follow-up a distanza di 6 mesi: dal termine al follow-up il team di specialisti lascia al bambino/ragazzo e alla sua famiglia piena autonomia nel mettere in pratica le indicazioni fornite durante i 12 mesi di consulenza.
Sono 117 i bambini/ragazzi che hanno completato il percorso dal 2019 ad oggi. A distanza di 12 mesi dalla prima visita i risultati sono positivi, con un 64% di soggetti che ha migliorato il proprio stato nutrizionale, il 21% è peggiorato e il 15% è rimasto invariato. Il dato di coloro che sono migliorati si mantiene sostanzialmente stabile nel follow-up dopo 6 mesi dalla fine del percorso (61%). Questo dimostra come le buone abitudini promosse durante il percorso non vengano abbandonate dai ragazzi, determinando effetti positivi.
Purtroppo in questi primi due anni di attività, complice anche la pandemia di Covid-19, si è registrato un alto tasso di abbandono: su 449 soggetti seguiti, 123 hanno abbandonato prima del termine del percorso, prevalentemente dopo la prima visita o dopo il primo controllo.
“Sicuramente in questi due anni - spiega dottor Alberto Tripodi, Direttore del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN) dell'Azienda USL di Modena e responsabile del Percorso– non ci sono state le condizioni ideali per realizzare il percorso assistenziale poiché i lunghi mesi di lockdown e l’impossibilità o difficoltà di praticare attività fisica hanno influito negativamente sullo stato nutrizionale. Contiamo di avere risultati ancora migliori da qui in avanti”.
Sul piano della prevenzione dell’obesità e della promozione di sane abitudini alimentari e motorie, l’AUSL di Modena da molti anni mette in campo iniziative rivolte principalmente alle scuole ed alle comunità territoriali (progetti di Comunità). Per quanto riguarda, in particolare le scuole (dagli asili nido alle scuole secondarie di primo grado) nell’anno scolastico in corso (2021-2022) sono coinvolti circa 7000 alunni e 300 classi sparse su tutto il territorio provinciale. In tutte le scuole vengono consegnati agli insegnanti ed educatori materiali per lo sviluppo di progetti educativi autonomi su sana alimentazione e attività motoria e promosse iniziative per migliorare gli stili di vita mentre per quanto riguarda le scuole secondarie di I° grado i dietisti
Per quanto riguarda l’assistenza di bambini e ragazzi in eccesso di peso, nel 2019 l’Ausl di Modena ha avviato un percorso strutturato su tre livelli con il coinvolgimento di vari specialisti (pediatri, dietisti, psicologi, medici dello sport, laureati in scienze motorie).
“Il primo livello del percorso – chiarisce Alberto Tripodi – è incentrato sul ruolo del Pediatra di famiglia che è l’interlocutore principale delle famiglie e ha il compito di monitorare lo stato nutrizionale del bambino in crescita, cogliere fattori di rischio per una possibile insorgenza di obesità, fare un'attività di counselling motivazionale per i bimbi già in sovrappeso od obesi”.
Il secondo livello, a cui il Pediatra fa
Il team di secondo livello opera su tutta la provincia su tre sedi, a Maranello (Ambulatorio, piazza Amendola 7), Modena (Servizio di Medicina dello Sport, via Rita Levi Montalcini), Carpi (Servizio Medicina dello Sport, via Nuova Ponente 24/M), per le rispettive aree, sud, centro e nord. Durante la pandemia l’attività del team non si è mai interrotta; nei periodi in cui i tre ambulatori sono stati chiusi l’attività di consulenza e assistenza alle famiglie è proseguita a distanza con videochiamate e già nel giugno 2020 gli ambulatori sono stati riaperti.
Il terzo livello è rappresentato dai reparti di Pediatria negli ospedali di Carpi, Sassuolo e al Policlinico di Modena, presso cui i pediatri di famiglia inviano i bambini e ragazzi in condizioni di sovrappeso e obesità quando è necessario un approfondimento clinico-diagnostico ed eventualmente terapeutico. L’invio nei reparti avviene per individuare eventuali complicanze o forme di obesità secondaria e, per casi particolarmente complessi, il riferimento sull'intera provincia è il reparto di Pediatria del Policlinico di Modena.
L’obiettivo, da raggiungere attraverso un'azione coordinata di più professionisti, è stimolare e facilitare il cambiamento dei comportamenti del bambino (e più in generale dell'intera famiglia), stimolando il suo protagonismo consapevole, proponendo soluzioni pratiche, individuando e cercando di eliminare eventuali barriere. Un contributo fondamentale è dato anche dalla Medicina dello Sport, in particolare dai laureati in Scienze motorie, che propongono al bambino/ragazzo un percorso di attività fisica stimolante e adatto alle sue esigenze. Inevitabilmente la pandemia e i relativi periodi di lockdown hanno influito sull’efficacia dell’intero percorso.


