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Poliambulatorio senza ascensori e con scale insidiose: le visite diventano una impresa

Poliambulatorio senza ascensori e con scale insidiose: le visite diventano una impresa

Il calvario di un 85enne modenese, simbolo di tanti. Percorso ad ostacoli per raggiungere l'ambulatorio oculistico al primo piano: 'Nonostante riesca e camminare, senza mio figlio non ce la avrei mai fatta'


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'Se al mio posto ci fosse stato un disabile, o una persona con reali difficoltà motorie o se io non avessi avuto mio figlio ad accompagnarmi, cosa avrebbe potuto fare? Rinunciare alla visita? Sono le domande che mi sono fatto appena tornato a casa dopo la visita oculistica al poliambulatorio nella nuova, anche se nata vecchia, sede presso il Windsor Park'.
A porle alla redazione è un uomo di 85 anni, modenese, che nei giorni scorsi doveva sottoporsi ad una visita oculistica presso poliambulatorio pubblico Ausl in via San Faustino, con accesso principale da viale Corassori, a Modena. Appuntamento alle ore 16. C'è ancora giorno quando l'uomo, accompagnato in auto da suo figlio, entra dall'ingresso del piano ammezzato. Qui il primo disagio. Alla reception non c'è nessuno, ma il bisogno di indicazioni su dove si trova l'ambulatorio oculistico viene compensata, in assenza di personale. da un cartello che indica semplicemente che l'ambulatorio oculistico al primo piano. Ma come arrivarci? All'interno non c'è una scala né un ascensore. L'ascensore c'è all'esterno ma non funziona. Addirittura a piano terra/strada è circondato da transenne e l'ingresso si trova comunque su una aiuola di fatto poco accessibile, anche senza transenne.
Unica via uscire, scendere al piano strada e salire per una lunga scalinata esterna e scoperta che porta al primo piano.
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Gradini di cemento esposti alle intemperie e, quella sera, ad una pioggerellina fine che li rende anche scivolosi. A complicare le cose, soprattutto per un anziano, la scarsa illuminazione e il fatto che i due primi e alti gradini non sono accompagnati dal corrimano. Il rischio di perdere l'equilibrio è cadere è totale. Un insidia soprattutto per un anziano. 'Mi sono aggrappato a mio figlio e ho evitato di cadere. Una volta aggrappato al corrimano ho iniziato la mia lenta salita. Prima rampa, da circa 20 gradini, la seconda da una decina. Le gambe mi facevano male. Mio figlio mi ha sorretto. Finalmente arriviamo al piano, appena in tempo rispetto all'orario fissato. Fortuna sono abituato ad arrivare in anticipo e il rallentamento dovuto alla scala è stato compensato'.

'La visita si svolge nei tempi previsti: professionalità medica e umana impeccabile'. Su questo fronte giudizio positivo da parte dell'anziano. Cosa che non si può dire per la struttura e l'accessibilità per le persone anziane, sicuramente per quelle dirette all'ambulatorio di oculistica. Ma il ritorno preoccupa. Anche il pavimento in mattonelle nello spazio interno è scivoloso.
Sono quasi le 18, è buio e l'illuminazione pubblica scarsa. I gradini sono bagnati, gli ultimi 3 senza corrimano.. 'lo ripeto: se non ci fosse stato mio figlio a sorreggermi, sarebbe stato un rischio serio. Gli ultimi gradini senza sostegno sono davvero una minaccia. Spesso, tra l'altro, dopo le visite oculistiche, vengono somministrare delle gocce che possono alterare la vista. Far scendere quelle scale a chi ha appena perso nitidezza visiva è semplicemente irresponsabile, così come è inaccettabile lasciare fuori uso un ascensore fondamentale soprattutto per una struttura sanitaria pubblica di quel tipo, con una utenza soprattutto anziana, che merita quantomeno servizi di base se non modello di efficienza quantomeno funzionanti'.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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