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Boom di sbarchi: a Modena l'accoglienza si rinnova con 60 milioni per due anni

Boom di sbarchi: a Modena l'accoglienza si rinnova con 60 milioni per due anni

Dagli esiti degli ultimi bandi europei della Prefettura per Modena, saranno Angolo e Porta Aperta a gestire l'accoglienza in strutture singole e collettive per 1400 migranti


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Visto il boom di 105.000 stranieri, sbarcati sul territorio italiano nel 2022, e l'inizio con il botto da 650 stranieri sbarcati sulle coste italiane nei primi due giorni del 2023, è presumibile che a Modena i circa 1500 posti messi a disposizione ogni anno dalla rete di accoglienza coordinata dalla prefettura per l'accoglienza diffusa sul territorio attraverso operatori dell'accoglienza, continuino ad essere tutti occupati. E proprio in previsione di numeri di una emergenza ormai strutturale e strutturata negli ultimi anni (e che nelle ultime ore ha portato a Modena 13 dei migranti sbarcati a Ravenna della Ocean Wiking), che la Prefettura di Modena aveva pubblicato, l'estate scorsa, il bando di gara europeo per la gestione, su base biennale, di 1400 richiedenti asilo sul territorio provinciale. Divisa in due lotti. Una per la gestione di 400 posti in strutture collettive fino a 50 posti, e un'altra per la gestione di 1000 posti in nuclei abitativi singoli fino a 50 posti.
La prima per un totale stimato di circa 17 milioni di euro, la seconda di 46 milioni di euro. Per due anni.
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Cifre ricavate dai costi per l'accoglienza pro-capite, definita dal capitolato e composta, oltre dai 300 euro del primo kit di ingresso e di scheda telefonica da 5 euro una tantum, di una cifra di circa 26 euro procapite al giorno, oltre al poket money fisso da anni a 2,5 euro giornalieri.

La scadenza per la presentazione delle domande, fissata al 20 ottobre scorso per entrambe le gare, ha registrato, per Modena, alcune sorprese. Su tutte l'assenza, nell'elenco dei soggetti economici che hanno presentato offerte, della Cooperativa Caleidos che negli ultimi anni aveva gestito gran parte dei posti destinati all'accoglienza. Nell'elenco c'è invece la presenza confermata dell'Angolo (cooperativa sociale modenese), come unico operatore ad avere presentato una offerta sia per la gestione dei 400 posti in strutture collettive, sia per per la gestione dell'accoglienza di mille posti nella gara per l'accoglienza in singole unità abitative. Dove è presente anche la domanda presentata da Porta Aperta, soggetto modenese di Charitas da anni gestore dell'accoglienza di richiedenti asilo e di persone in disagio sociale.
Alla riduzione dei soggetti candidati alla gestione dell'accoglienza è presumibile abbia contribuito la riduzione della cifra di rimborso della spesa giornaliere per la gestione di ogni migrante, oggi intorno ai 26 euro rispetto ai 34 - 35 degli scorsi anni, scesa a 28 e 29 sulla base degli
accordi che la Prefettura assunse di volta in volta, con i singoli operativi già attivi nell'accoglienza, ogni quel volta i bandi di gare per le gestione dell'accoglienza (sulla base della revisione dei prezzi introdotti con i decreti sicurezza del primo governo Conte con Salvini al Viminale), andavano deserti a seguito dell'assenza di offerte da parte degli stessi operatori che già gestivano e che in deroga concessa dalla Prefettura e a costi concordati hanno continuato a gestire il servizio per anni.  

Dopo la nomina delle commissioni e due sedute pubbliche in cui le buste contenenti le offerte sono state aperte e le offerte sottoposte a tutte le verifiche per eventuali anomalie, si è proceduto in queste ultime settimane alla proposta della commissione giudicatrice di affidamento ai due operatori: l'Angolo e Porta Aperta. Nella logica ormai strutturata sul territorio provinciale, nei singoli comuni, dell'accoglienza diffusa, in una organizzazione ormai consolidata dal 2017, anno della grande emergenza sbarchi, quando Modena si fece carico di gestire circa 1800 posti l'anno. Un flusso di stranieri adulti quello arrivato a Modena che si ridusse negli anni successivi attestandosi comunque a 1500 posti disponibili in media all'anno. Passati ora a 1400. Numero sul quale sono stati parametrati in due bandi europei.
Per accogliere persone in strutture residenziali fino al giorno in cui sono chiamate davanti alla commissione che, analizzata la richiesta di asilo, è chiamata a decidere se concedere o meno il permesso di soggiorno. Con un problema che presenta una dimensione molto meno definita. Quella che riguarda il numero di richieste di asilo accettate e no, il flusso in uscita dai percorsi di accoglienza, sia per chi ottiene il permesso di soggiorno umanitario o meno, sia per chi ha ricevuto il diniego della richiesta, sia di coloro che pur senza permesso di soggiorno sono rimasti sul territorio italiano e modenese formalmente da irregolari o chi è stato oggetto di rimpatri o è riuscito a raggiungere un altro paese europeo. 


Gianni Galeotti
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