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Salute, a cosa siamo davvero pronti a rinunciare per difenderla?

Salute, a cosa siamo davvero pronti a rinunciare per difenderla?

Un paradossale racconto del dottor Daniele Giovanardi, ex primario del Pronto soccorso di Modena


2 minuti di lettura

Caro Direttore,
sto riflettendo sul rapporto fra libertà e salute. Facciamo nostro il presupposto che la salute debba prevalere su tutto.
Partiremmo subito male perchè dal momento della nascita comincia inesorabilmente a scorrere il tempo che ci porterà tutti, speriamo il più tardi possibile, alla morte.
Tuttavia col progresso economico e della medicina puntiamo, salvo complicazioni, ai 100 anni e oltre.
In attesa di risolvere il problema della vecchiaia e della morte vediamo come vivere bene questi 100 anni.
Un metodo sperimentale proposto è stato quello di isolare il neonato dai rischi della natura circostante imprigionandolo in una grande bolla sterile impenetrabile a virus batteri e a qualsivoglia altro tipo di minaccia.
L'esperimento è stato abbandonato: bastava una fessura che mettesse a contatto la bolla con l'atmosfera esterna per uccidere in breve tempo l'inquilino che in quanto sterile non aveva sviluppato nessun tipo di difesa immunitaria.
Bisognava poi allargare la bolla: crescendo l'ospite necessitava di più spazio e poteva uscire all'esterno solo con scafandro e respiratore.
Si è pensato allora di dare maggior conforto e si è costruito un alloggio vasto dotato di tutte le tecnologie. Mettendo poi insieme un neonato femmina ed uno maschio è stato anche possibile creare una famiglia.
Nella casa sterile furono eliminati tutti gli spigoli, scale, ascensori, elettrodomestici, arredi ingombranti, coltelli...
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perchè è notorio che una delle principali cause di morte sono gli incidenti domestici.
La famiglia cresceva e attraverso internet studiava, si informava e vedeva il mondo.
Nessun lutto per cause fortuite; evitati al 100% incidenti automobilisti, aerei, ferroviari, navali, annegamenti e investimenti sulle strisce pedonali o cadute dalla bicicletta, le insidie della montagna, fulmini e tante altre disgrazie legate al vivere.
Da segnalare solo qualche episodio di violenza domestica.
L'osservazione della famiglia è durata quasi un secolo, la casa è stata allargata per la vasta discendenza e finalmente si sono potute mettere a confronto il tasso di morbilità e di mortalità fra il gruppo interno e quello esterno.
E' doveroso segnalare che non si è creduto opportuno specificare il costo economico dell'esperimento.
Il dato fondamentale inconfutabile e scientificamente significativo è che le famiglie protette hanno avuto un tasso di mortalità nettamente inferiore ai controllati esterni e una longevità nettamente superiore.
La morbilità e la mortalità per malattie cardiovascolari tumorali degenerative e metaboliche è stata la stessa fra i due gruppi osservati.
Non è stato possibile indagare sullo stato di soddisfazione e felicità dei due gruppi perché la vita è una sola e non è possibile avere una controprova.
Daniele Giovanardi - medico
Nb: ogni riferimento a fatti realmente avvenuti è ovviamente falso.
Ma chi ha avuto la pazienza di leggere questo mio raccontino che tipo di vita avrebbe scelto?

Nella foto un dipinto di John William Waterhouse
Foto dell'autore

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