La Procura militare di Verona ha avviato un'indagine, chiedendo per il capitano il processo con l'accusa di ingiuria a un inferiore di grado. Ieri mattina a Verona l'udienza ha visto un colpo di scena. L'avvocato del capitano, Luca Camaggi di Bologna, ha chiesto al giudice l'ammissione alla messa alla prova, cioè lo svolgimento di lavori socialmente utili. A supporto di questa istanza ha sottolineato il profilo incensurato del capitano, quella che a suo dire era la tenuità del fatto e l'impegno conciliativo mostrato dal militare offrendo un risarcimento alla collega per la sofferenza che le ha inflitto, pur senza riconoscimento di colpa. Il risarcimento è stato accettato dalla 21enne, che si è costituita parte civile contro di lui tramite gli avvocati Cosimo Zaccaria e Alessia Massari, ma solo a titolo di acconto in vista di un danno da quantificare poi in sede civile. Alla luce di tutto questo, il giudice ha ammesso il capitano alla messa alla prova, disponendo per lui lavori socialmente utili fino al 23 ottobre. Data in cui, se l'attività risulterà svolta in modo proficuo, emetterà sentenza di proscioglimento. Il capitano così eviterà il processo. L'Arma però potrebbe comunque disporre provvedimenti disciplinari nei suoi confronti'.
Capitano scrisse a biro sulla fronte di giovane carabiniere: lavori socialmente utili
Il giudice ha ammesso il capitano alla messa alla prova, disponendo per lui lavori socialmente utili fino al 23 ottobre
La Procura militare di Verona ha avviato un'indagine, chiedendo per il capitano il processo con l'accusa di ingiuria a un inferiore di grado. Ieri mattina a Verona l'udienza ha visto un colpo di scena. L'avvocato del capitano, Luca Camaggi di Bologna, ha chiesto al giudice l'ammissione alla messa alla prova, cioè lo svolgimento di lavori socialmente utili. A supporto di questa istanza ha sottolineato il profilo incensurato del capitano, quella che a suo dire era la tenuità del fatto e l'impegno conciliativo mostrato dal militare offrendo un risarcimento alla collega per la sofferenza che le ha inflitto, pur senza riconoscimento di colpa. Il risarcimento è stato accettato dalla 21enne, che si è costituita parte civile contro di lui tramite gli avvocati Cosimo Zaccaria e Alessia Massari, ma solo a titolo di acconto in vista di un danno da quantificare poi in sede civile. Alla luce di tutto questo, il giudice ha ammesso il capitano alla messa alla prova, disponendo per lui lavori socialmente utili fino al 23 ottobre. Data in cui, se l'attività risulterà svolta in modo proficuo, emetterà sentenza di proscioglimento. Il capitano così eviterà il processo. L'Arma però potrebbe comunque disporre provvedimenti disciplinari nei suoi confronti'.
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